Inaugurazione del frammento marmoreo oggi alle 11.30 Da più di un secolo si trova in via Santo Stefano del Cacco, lì collocato dal 1878, quando, per far scorrere agevolmente il corteo per i funerali di re Vittorio Emanuele II, diretto al vicino Pantheon, fu spostato di qualche metro dal vicolo attiguo che ancora oggi prende il suo nome. Indossa la cosiddetta «crepida», tipica calzatura di origine greca: un sandalo con bordo rialzato e fori per il passaggio dei lacci. Di colossali dimensioni (123 centimetri) rimanda a una statua che sarà stata almeno otto metri. E con queste caratteristiche è da sempre uno dei simboli della vecchia Roma. Si tratta del «Pie' di marmo», monumento simbolo che versava in stato di forte degrado e che ora è stato riportato a nuova vita con un'operazione di restauro condotta dall'assessorato alle Politiche culturali di Roma, tramite la Sovraintendenza capitolina, e dal Fai, Fondo ambiente italiano, con il sostegno di Intesa Sanpaolo. Un mese di lavori per ridare smalto al «piedone» molto caro ai romani, che nel corso del 2010 hanno eletto il maxi-frammento marmoreo di epoca romana (è possibile che la statua integra fosse collocata in origine nel più importante santuario egizio a Roma, dedicato a Iside e Serapide) è stato infatti il bene più votato nel Lazio nell'ambito della quinta edizione dei «Luoghi del Cuore», censimento nazionale di siti da non dimenticare realizzato da Fai e Intesa Sanpaolo. L'opera e il suo basamento, scolpiti in unico blocco di marmo, erano degradati per vicissitudini storiche e per il deterioramento di materiali esposti all'aperto.
Roma. Restauro a cura del Fai. Pie' di marmo vestito di nuovo
Il "Pie' di marmo" è un frammento marmoreo di epoca romana che è stato restaurato e riportato a nuova vita. Il monumento simbolo era stato collocato in via Santo Stefano del Cacco a Roma dal 1878 e stava in stato di forte degrado. È stato restaurato grazie a un'operazione condotta dall'assessorato alle Politiche culturali di Roma, il Fai e Intesa Sanpaolo. Il piede marmoreo era stato eletto il bene più votato nel Lazio nell'ambito della quinta edizione dei Luoghi del Cuore. Il basamento e l'opera stessa erano stati degradati a causa di vicissitudini storiche e deterioramento di materiali esposti all'aperto.
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