Le nuove regole sul rilascio dei permessi di costruire contenute nel decreto sviluppo, a Roma avranno un effetto contenuto. Il problema della capitale, infatti, come ci ha spiegato il presidente dell'Acer (associazione costruttori edili di Roma e Provincia), Eugenio Batelli, non sono tanto i tempi dell'amministrazione comunale che pure si fanno sentire bensì l'attesa dei pareri della Soprintendenza. «Le nuove norme ha riflettuto Batelli accorceranno i tempi dell'attività amministrativa del Campidoglio, ma non incideranno sulle tempisti-che del ministero dei Beni culturali: il silenzio-assenso, infatti, scatterà dopo l'ottenimento dei pareri della Soprintendenza che, in molti casi, i costruttori attendono anche per un anno». Questa tempistica coinvolge un imprenditore edile su due, visto che, secondo i conti dell'Acer, a Roma il 50 degli oltre tremila permessi di costruire rilasciati ogni anno necessita del parere della Soprintendenza. Senza questo parere, in media si attendono sei-otto mesi per l'ottenimento del permesso di costruire. In questo caso, secondo Batelli, la nuova normativa avrà un effetto positivo sui nuovi permessi perché consentirà un abbattimento dei tempi del 30: da otto mesi si scenderà a poco più di cinque, lì dove non sarà necessario il parere del ministero dei Beni culturali. Dove invece sarà richiesto, i tempi potranno sì accorciarsi, ma sempre a partire dalle procedure comunali: quindi se il parere della Soprintendenza arriverà dopo un anno, i costruttori potranno ottenere i loro permessi nel giro di un anno e mezzo, invece che di un anno e otto mesi. «Sarebbe stato meglio inserire il silenzio-assenso nei vari passaggi dell'amministrazione comunale che precedono l'ottenimento del permesso di costruire», fa notare il presidente di Ance Lazio, Stefano Petrucci, elencando tra questi passaggi i nulla osta ambientali dei vigili del fuoco o i pareri idrogeologici. «È lì aggiunge che si annidano le lungaggini più spaventose». Tra l'altro, il dubbio dei costruttori è che il silenzio-assenso dei permessi di costruire crei difficoltà col sistema bancario nel momento in cui si richiede un finanziamento: «Come faccio a dimostrare che ho ottenuto il permesso di costruire se non ho in mano il pezzo di carta?», si chiedono Batelli e Petrucci. «Il permesso è il titolo che attesta la facoltà di costruire ha spiegato Batelli senza questo titolo le banche potrebbero non fidarsi». Quindi, «se la banca non ha problemi e ci finanzia, per noi la norma è positiva», ha aggiunto Petrucci. Secondo il presidente della commissione Urbanistica di Roma, Marco Di Cosimo, la norma avrà un effetto positivo sull'efficienza del lavoro degli uffici comunali: «Bisognerà stare particolarmente attenti a non far scattare il silenzio-assenso su richieste di costruire che presentano irregolarità».
Roma, pesa lo scoglio dei vincoli
Il decreto sviluppo ha introdotto nuove regole sul rilascio dei permessi di costruire a Roma. Il presidente dell'Acer, Eugenio Batelli, afferma che il problema non è la velocità dell'amministrazione comunale, ma l'attesa dei pareri della Soprintendenza. I nuovi permessi richiedono il parere della Soprintendenza in 50 casi su 100. La normativa consentirà un abbattimento dei tempi del 30% per i permessi che non richiedono il parere del ministero dei Beni culturali. Tuttavia, i tempi potranno accorciarsi solo se il parere della Soprintendenza arriva entro un anno.
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