Ieri due notizie veneziane, oltre alle vicende sulla conservazione del Ponte di Rialto, sono state al centro del dibattito artistico. Dall'«Osservatore Romano», il quotidiano della Santa Sede, è partita una mezza stroncatura al Padiglione Italia della Biennale. Mezza perché il giornale apprezza l'idea di «apertura» del curatore Vittorio Sgarbi, ma ritiene infruttuosi i risultati. Soprattutto a causa dell'allestimento. L'«Osservatore» parla di «fallimento di un'idea progettuale che, sulla carta, era geniale». «Una grande, generosa idea... che si proponeva di restituire dignità e identità ai tanti artisti italiani che, pur ricchi di talento, non riescono a districarsi tra i complicati meccanismi del sistema dell'arte». In ciò, concordando con una tesi anche espressa da Michele Ainis sul «Corriere della Sera». Ma, chiede il giornale, queste cose «come potranno mai cambiare se nell'esposizione più ambita del mondo non è possibile collegare l'autore alla propria opera?». Sandro Barbagallo scrive che stenta a credere che Sgarbi «possa approvare l'impatto percettivo creato da quei tubi innocenti che duellano con opere», entrando nella critica dell'allestimento realizzato dall'architetto Benedetta Tagliabue. Anche la buona idea di chiedere a un certo numero di intellettuali di invitare il loro artista preferito «si è rivelata un flop». Inoltre, «nelle intenzioni di Sgarbi il visitatore avrebbe dovuto scoprire l'arte che si è prodotta in Italia dopo l'anno z000 e magari ricordare qualche maestro dimenticato: ma come notare questi artisti se di loro non si leggono nemmeno i nomi?». Sempre a Venezia, e sempre nel mondo dell'arte, ha suscitato sorpresa l'annuncio del passaggio di consegne ai Musei Civici. Dopo una lunghissima gestione, lo storico direttore, Giandomenico Romanelli (recente autore di un libro su Carpaccio), lascia l'incarico per limiti di età. Gli subentra Gabriella Belli, trentina, che dal 1989 dirige il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Membro della Commissione per la promozione della cultura italiana all'estero, la Belli è presidente dell'Associazione Nazionale dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani.
Il Vaticano critica il Padiglione Italia
Due notizie veneziane hanno suscitato dibattito artistico. Il Padiglione Italia della Biennale è stato criticato per l'allestimento, considerato un fallimento. L'Osservatore Romano ha apprezzato l'idea di apertura del curatore Vittorio Sgarbi, ma ha criticato i risultati. La critica si è concentrata sull'impossibilità di collegare l'autore alla propria opera. Altre critiche sono state mosse all'allestimento e alla selezione degli artisti. Inoltre, è stato annunciato il passaggio di consegne ai Musei Civici, con la partenza di Giandomenico Romanelli e l'arrivo di Gabriella Belli.
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