"Roma Capitale deve essere in prima linea nella riapertura di realtà archeologiche che non possono essere negati ai romani o ai turisti" Dopo vent'anni di scavo e indagini, il cantiere archeologico del Porto romano di Testaccio, il più grande e importante della Roma imperiale, potenziato proprio da Traiano nel II secolo, potrebbe avere una svolta. Per consolidare le strutture, metterle in sicurezza e valorizzarle in prospettiva di aprirle al pubblico con visite contingentate, serve circa un milione di euro. E la promessa delle risorse arriva dal sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, che ieri ha effettuato il sopralluogo allo scavo, che si estende per circa 320 metri, dal ponte Sublicio verso la Magliana. Con lui, l'attuale direttrice dell'area, Paola Di Manzano, l'ex direttore che iniziato lo scavo nel 1983 Claudio Moccheggiani Carpano, l'architetto dei lavori Maurizio Pinotti, e il presidente della Commissione speciale per la Sicurezza di Roma Capitale Fabrizio Santori, che ha organizzato il sopralluogo. "E' un'area importante e delicata, a rischio esondazioni, che testimonia la storia del più grande porto di Roma che potrebbe essere aperto e valorizzato con atti-vità promozionali di visita soprattutto d'estate - dichiara Giro - E' pronto il progetto da un milione di euro di consolidamento e tutela, che ci impegnamo a stanziare. I nostro obiettivo e' riportare l'attenzione sul Tevere, il grande abbandonato. II porto di Testaccio e' il porto Princeps della Roma imperiale, al centro di un progetto di valorizzazione che va portato avanti. Ma l'idea è fare la ricognizione di tutti gli approdi di Roma per definire la grande carta fluviale della città nella storia. Abbiamo voluto avviare delle visite per immaginare interventi di valorizzazione da mettere in campo per dare rilievo alla funzione storica e culturale del Tevere che deve tornare protagonista. Stiamo per partire con una grande operazione di valorizzazione dell'arsenale pontificio, dalla sponda opposta. L'idea è collegare le due realtà. L'anno decisivo dell'arsenale sarà la fine del 2012, quando dovrebbero concludersi i lavori. Sarebbe bello creare un dialogo tra i due progetti valorizzando entrambe le sponde. Per il porto di Testaccio potremmo immaginare un primo fondo di 500mila euro per i12012 e altri 500mila per concludere nel 2013 in modo che l'estate si possano aprire entrambe le aree". Dal risanamento del Porto romano di Testaccio alla realizzazione del Museo del Tevere, il passo potrebbero essere breve e naturale. Questo è il progetto cui pensa il presidente della Commissione per la Sicurezza di Roma Capitale Fabrizio Santori, che ha invitato ieri il sottosegretario Francesco Giro a scoprire i risultati dello scavo ventennale. "Roma Capitale deve essere in prima linea nella riapertura di realtà archeologiche e storiche come questa, che non possono essere negati ai romani o ai turisti, soprattutto quando pagano una tassa di soggiorno. Serve un'attenzione istituzionale. L'obiettivo e' di raggiungere quanto prima l'apertura di questo sito, in prospettiva della realizzazione di un Museo del Tevere. E' inconcepibile che non ci sia ancora l'opportunità di vedere tutto ciò che riguarda il Tevere. Il materiale c'è, sono emersi importanti reperti da questi scavi che stanno chiusi nei magazzini. Auspico quindi che un Museo del Tevere sia fatto in tempi brevi".
Roma. Un milione di euro per Porto Testaccio. Giro: "Riportare l'attenzione sul Tevere"
Il Porto romano di Testaccio, il più grande e importante della Roma imperiale, potrebbe avere una svolta dopo vent'anni di scavo e indagini. Il cantiere archeologico richiede circa un milione di euro per consolidare le strutture, metterle in sicurezza e valorizzarle. La promessa delle risorse arriva dal sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, che ha effettuato il sopralluogo allo scavo. Il progetto di valorizzazione prevede la creazione di un Museo del Tevere e la riapertura del Porto romano di Testaccio, con visite contingentate.
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