«A distanza di quattro anni dallo spostamento delle collezioni nell'ex Arsenale sono ancora ignoti motivi e responsabilità dell'inquinamento da idrocarburi che ha provocato la colorazione di blu delle selci preistoriche. Resta tuttora non risolta anche una adeguata collocazione di tutti i reperti del Museo di storia naturale, come da un anno richiedono 40 paleontologi di tutto il mondo, insieme alle prestigiose riviste Science e Nature». Lo scrivono in una nuova interrogazione urgente al ministro dei Beni culturali Galan il vicecapogruppo del Pd Felice Casson, insieme ai senatori Paolo Giaretta, Maria Pia Garavaglia e Andrea Marcucci. «I reperti furono trasferiti da Castel San Pietro tra febbraio e dicembre 2007», spiega Marcucci, «mentre l'autorizzazione alla Soprintendenza è datata 3 dicembre 2008. Ciò significa che le selci sono state ammassate nel magazzino dell'Arsenale senza catalogazione né inventario. In seguito», aggiungono, «non è stato possibile verificare lo stato di conservazione dei reperti neanche al Conservatore della sezione di preistoria, che solo nel febbraio 2010 ha constatato l'irreversibile alterazione cromatica delle selci. Ne consegue», conclude, «che molte cose non sono funzionate come dovevano e il risultato è stato un danno, anche erariale, incalcolabile». I senatori del Pd chiedono perciò Galan di procedere comunque «aunacompleta e coerente fruizione degli importanti beni archeologici» da parte di studiosi e pubblico, tuttora impossibilitati ad accedere alle collezioni archeologiche del museo.