C'è il divieto ma non il cartello. Mancano i soldi per comprarlo: lavori pubblici alla paralisi Senza il bilancio di previsione approvato, niente risorse per tappare le buche o per la manutenzione ordinaria delle scuole L'ordinanza per il divieto di sosta davanti al comando generale dei carabinieri, nei pressi di cortile degli Svizzeri, è di qualche settimana fa. Gli 8 stalli per residenti sono stati cancellati per le necessità delle forze dell'ordine. Ma il Comune non ha ancora messo il cartello di sosta vietata. Non ha i soldi per comprarlo. Come non ha i soldi per tappare le buche, l'ordinaria manutenzione nelle scuole o gli interventi sugli edifici pubblici. Senza bilancio di previsione approvato, il settore dei lavori pubblici è paralizzato. E anche una volta che il documento sarà stato votato dal consiglio comunale la situazione non sembra destinata a migliorare. Il piano triennale delle opere pubbliche, infatti, è legato alla vendita degli immobili comunali: niente alienazioni, niente soldi per i lavori. SITUAZIONE ATTUALE In questo momento, il settore lavori pubblici non ha disponibilità finanziaria. Non ha un soldo, in parole povere. Di fatto, ci sono appena le risorse per interventi di somma urgenza, ammette il dirigente Paolo Nocchi. Se, ad esempio, si aprisse una voragine sulla circonvallazione, la voragine verrebbe chiusa, ma denaro per tappare le buche nell'asfalto, per acquistare cartelli stradali, sistemare la segnaletica orizzontale non ce ne sono. Per questo i sanpietrini di via Fillungo continuano a saltare. E per questo le strade pericolose non vengono illuminate. Gli interventi in corso sono quelli finanziati nel 2010, anche se magari l'appalto dei lavori è slittato al 2011. La spiegazione della situazione complicata arriva dal dirigente comunale alle finanze, Serafino Turturici: «Fino a quando il bilancio di previsione non sarà stato approvato, ciascun settore può spendere in dodicesimi, una cifra pari alla spesa del settore divisa per i 12 mesi dell'anno. È ovvio che la disponibilità finanziaria sia molto ridotta». O in qualche caso perfino inesistente. Anche perché prevedendo un taglio ulteriore di 5 milioni di euro sulla spesa consolidata l'anno scorso, ogni mese i settori possono spendere una cifra perfino inferiore al dodicesimo del budget annuale. Questo vale per il settore lavori pubblici, ma anche per tutti gli altri. Solo che in questo ambito, la paralisi degli interventi si nota di più. Soprattutto perché si è protratta fino ad agosto. LA PROSPETTIVA Per sbloccare i lavori più consistenti, ma anche l'ordinaria manutenzione, serve il bilancio di previsione. Senza il quale - conferma Serafino Turturici - non possono essere approvati i progetti esecutivi delle opere né possono, di conseguenza, essere appaltati i lavori. «L'elemento preoccupante, ma anche comprensibile - ammette l'ingegner Nocchi - è che senza disponibilità finanziaria accertata le ditte non accettano alcun incarico. Non si mettono a realizzare interventi, se non sono sicure di essere pagate». Ma l'approvazione del bilancio di previsione non cambierà molto. Per due motivi: intanto perché - conferma Turturici - buona parte del piano delle opere pubbliche è legato alle alienazioni di immobili pubblici. Se il Comune non vende, non incassa il denaro per i lavori; in secondo luogo parte degli interventi deve essere finanziata con la contrazione di mutui. Ma la capacità di indebitamento del Comune è limitata a pochi milioni di euro, considerando che l'ammortamento delle rate grava sulla spesa corrente. E che il patto di stabilità pone limiti ferrei al Comune sugli equilibri di bilancio.
LUCCA - lavori pubblici alla paralisi
Il Comune non ha i soldi per comprare il cartello di sosta vietata davanti al comando generale dei carabinieri a causa della mancanza di un bilancio di previsione approvato. Il settore dei lavori pubblici è paralizzato e non può interventi di somma urgenza, come la riparazione di strade pericolose o l'illuminazione. Il dirigente comunale alle finanze, Serafino Turturici, spiega che fino a quando il bilancio non sarà approvato, i settori possono spendere solo in dodicesimi del budget annuale. La paralisi degli interventi si nota di più nel settore lavori pubblici, che dipende dalla vendita di immobili pubblici per incassare denaro.
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