Alla fine sono stati costretti a chiudere. Dopo aver visto i propri finanziamenti diminuire lentamente anno dopo anno, alla notizia dell'ennesimo taglio previsto dalla finanziaria regionale hanno deciso di chiudere i battenti. Da giovedì la biblioteca e l'archivio dell'Istituto Gramsci di Palermo non sono più aperti al pubblico. «E' impossibile continuare a lavorare, visto che con i soldi che la regione ci assegna non solo non riusciamo a pagare gli stipendi delle tre uniche dipendenti, ma neanche a coprire le spese correnti, dal riscaldamento al telefono», spiega il presidente dell'Istituto Salvatore Nicosia. Il colpo finale è contenuto nella legge di bilancio in discussione alla regione Sicilia e che assegna all'Istituto appena 90 mila euro anziché 100 mila come lo scorso anno. Una riduzione del 10 che va ad aggiungersi a quelle già effettuate negli ultimi tre anni e che rende ormai impossibile per il Gramsci continuare la sua attività. Per Palermo si tratta di una perdita importante. Dal 1978, anno della sua nascita, l'Istituto è stato un punto di riferimento nella vita culturale della città. A giudizio di molti storici, infatti, si tratta del più importante archivio privato del Mezzogiorno, con oltre ventimila volumi sulla storia del movimento operaio e contadino nel meridione. Senza contare l'intensa attività culturale svolta, dalla presentazione di libri all'organizzazione di seminari e convegni, alle 21 borse di studio assegnate. Tutte cose di cui i tremila utenti che ogni anno usufuiscono dell'Istituo dovranno fare a meno. La scelta di Palazzo dei Normanni di far quadrare i conti risparmiando sui contributi alle istituzioni culturali non sembra però legata a urgenze di bilancio. Mentre infatti taglia i fondi all'Istituto Gramsci, contemporaneamante il governo Cuffaro aumenta i contributi destinati alle istituzioni cattoliche. E' il caso della Facoltà teologica, che vede il suo finanziamento passare da 200 mila a 500 mila euro, o del Cerisdi, il centro studi diretto da padre Ennio Pintacuda (una volta vicino all'ex sindaco Leoluca Orlando, oggi ideologo di Forza Italia) che per la sua attività potrà contare sulla bellezza di un milione di euro. «Spero che il governo regionale ci ripensi, assegnandoci almeno il finaziamento di cinque anni fa», dice Nicosia. E oggi alle 10,30, davanti alla biblioteca, verranno spiegati i motivi della chiusura.
Tagliati i finanziamenti, chiude l'Istituto Gramsci di Palermo
L'Istituto Gramsci di Palermo, un importante archivio privato e luogo culturale, è stato costretto a chiudere i battenti a causa di tagli finanziari. La biblioteca e l'archivio, che hanno visto la riduzione dei finanziamenti della regione Sicilia, non saranno più aperti al pubblico a partire dal giovedì. Il presidente dell'Istituto, Salvatore Nicosia, spiega che con i soldi assegnati non è possibile pagare gli stipendi e coprire le spese correnti. La legge di bilancio in discussione ha assegnato all'Istituto solo 90.000 euro, riducendo del 10% il finanziamento rispetto all'anno scorso.
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