Il Programma integrato urbano è già a Bruxelles. "Cancellati i cantieri del Filangieri e degli Incurabili" Taglialatela: "Nulla di scorretto, sapevano tutto" Italia Nostra "Programma redatto da incompetenti e non concordato" De Falco: "Non si può depennare quello che gli altri hanno costruito nel tempo" Il Centro storico fa le valigie e va allestero per ottenere fondi, ma lascia i suoi "padri" a casa. Decisione subito contestata dal Comune e da Italia Nostra, quella dellassessore regionale Marcello Taglialatela di spedire a Bruxelles il Programma integrato urbano Centro storico, che sostituisce il Grande piano per il centro storico. Dopo tagli ed emendamenti e senza più consultare Palazzo San Giacomo, la documentazione è partita e il Comune lha scoperto a cose fatte. Ma Taglialatela replica: «Non è vero, la delibera sul centro storico è partita il 28 marzo. Non abbiamo fatto nulla di scorretto». Per prima contro lazione della Regione però si è levata la voce di Italia Nostra: «Siamo costretti a segnalare che il nuovo programma è stato redatto da incompetenti e non è concordato con il competente assessorato comunale al Centro storico». Motivo del contendere, lesclusione di monumenti chiave come la Farmacia degli Incurabili, oggetto di annose diatribe sullincuria, con il previsto Museo della Medicina, e unaltra perla impolverata della cultura napoletana, il Museo Filangieri, dove giacciono da anni rinchiusi tesori vietati ai visitatori. Esclusione se si può anche più grave perché per il museo di via Duomo cera un progetto esecutivo cantierabile e un appalto che stava per partire. «Ma sarà recuperato in seguito», risponde Taglialatela. Depennate anche le chiese di via Costantinopoli, capolavori chiusi da tempo immemorabile: la Sapienza e San Giovanni delle Monache. La revisione di Santa Lucia ha previsto laumento dei finanziamenti per ogni singolo complesso, riducendo però a 18 gli originari 30 interventi. Ci sono critiche anche contro questa decisione: la vecchia giunta con lassessore al Centro storico Pasquale Belfiore pensava di rendere visibile lintervento su questi monumenti in tempo per il Forum delle culture. Cantieri e progetti più onerosi da 5-6 milioni di euro sarà più difficile chiuderli per lepoca della kermesse. Anche i fondi sono dimezzati. E Italia Nostra tuona: «I beni culturali sono la cenerentola della politica di Santa Lucia. Chiediamo lintervento di Caldoro per una modifica da spedire allUnesco o per trovare ulteriori finanziamenti per questi "grandi attrattori"». A marzo la giunta Caldoro ha cassato i 200 milioni stanziati dalla giunta Bassolino per il Centro storico. Il consistente volume che racchiude questo destino ha cambiato titolo. Tuttavia solo 100 milioni sono previsti per le ridotte voci dellelenco, gli altri 100 andranno al Polo fieristico. Ci ha lavorato una commissione tecnica congiunta Regione-Comune nominata da Caldoro, riunita più volte a maggio. I due enti locali avevano deciso di concentrare gli interventi sul Decumano centrale, estensibili al Superiore e Inferiore. Nellelenco cera il monastero di clausura delle 33, San Lorenzo e San Paolo Maggiore, i Teatri antichi, lAlbergo della Pace. La Regione avrebbe continuato a lavorarci per tutto giugno, scaduta anche la giunta. «Ho coordinato i gruppi - osserva lex assessore Belfiore - insieme abbiamo licenziato un programma, ma anchio sentito parlare di modifiche e non ne so nulla». Lassessore in carica, Luigi De Falco, chiede un recupero «per i progetti già cantierabili con unazione sinergica tra Mibac, Regione e Comune. Non può essere che lultimo che parla ha ragione e distrugge quanto costruito dagli altri nel tempo, dimostrando scarsa lungimiranza politica». Ma Taglialatela dalla Regione controbatte punto per punto: «Non abbiamo lavorato da soli. E mi stupisco che proprio quelli che fino a ieri dicevano meno male che la Regione sta collaborando con noi ora sostengano il contrario. Stiamo ancora lavorando e non solo sul centro storico. Giovedì abbiamo un convegno alla Camera di Commercio, previsti Comune e Regione, insieme».