Il parco archeologico della Neapolis col Teatro Greco e l'Orecchio di Dionisio tra i siti culturali più visitati della Sicilia Palazzo Bellomo si trova nel cuore di Ortigia e possiede una ricca collezione di dipinti tra cui la splendida «Annunciazione» di Antonello da Messina Su 100 turisti che giungono in Sicilia per tour culturali, 20 decidono di visitare Siracusa. Secondo i dati forniti da Legambiente, infatti, il 18 circa dei visitatori che arriva nell'Isola ha come meta delle proprie vacanze la città di Archimede. Un dato in lieve calo rispetto al passato che segue il trend regionale, e nazionale, relativo a questi ultimi tre anni per i flussi turistici all'insegna della cultura. Il parco archeologico della Neapolis, con il suo Teatro Greco e l'Orecchio di Dioniso, si piazza al secondo posto della classifica dei siti culturali più visitati della Sicilia. Con 473.792 visitatori all'anno segue il Teatro Greco di Taormina, che risulta il sito archeologico più affollato dell'Isola con 567.885 turisti all'anno. Questi i dati del dossier «Salvalarte 2011» presentato poche settimane fa dai responsabili regionali di Legambiente a Siracusa. Il dato conferma come i beni culturali siano un'attrazione fondamentale per il turismo regionale che vede Siracusa, con le sue innumerevoli bellezze storiche e artistiche, una delle mete per antonomasia dei viaggiatori moderni. Nella «top-ten» dei siti più visitati della regione, al nono posto si trova un museo: quello intitolato a Paolo Orsi. E proprio la struttura allestita a villa Landolina, a pochi passi dall'area archeologica della Neapolis, risulta inoltre il primo museo dell'Isola con 67.824 visitatori all'anno. Un trend in crescita che va in controtendenza rispetto all'andamento delle presenze registrato nelle altre strutture museali, dovuto al recente riallestimento del museo «Paolo Orsi» che si appresta a inaugurare un nuovo settore dopo l'apertura del «gabinetto numismatico»: un gioiello espositivo che custodisce le monete che raccontano la storia della Sicilia, arricchito da una mostra permanente sull'oreficeria antica. A queste due mete turistiche si affiancano numerosi siti che rendono l'offerta culturale aretusea un unicum al mondo. Un patrimonio che narra la stratigrafia culturale, economica e sociale del territorio simboleggiata nella Cattedrale: esempio mirabile di come il passare dei secoli, e delle dominazioni, abbia trovato un'armonia straordinaria d'arte. Da tempio dorico dedicato alla dea Athena, a chiesa bizantina, normanna e oggi Duomo della città. E proprio questa stratigrafia di storia, architettura e arte ha fatto sì che il territorio di Siracusa sia stato insignito di due riconoscimenti Unesco: uno per la città e la Necropoli rupestre di Pantalica, e l'altro, meno recente, per il barocco del Val di Noto. Visitare Siracusa significa immergersi in un viaggio a ritroso nel tempo: non solo Teatro Greco e museo «Paolo Orsi», e ancora Anfiteatro romano, Ara di Ierone e Latomie che completano i siti del parco della Neapolis, ma anche le vestigia del primo tempio in pietra costruito dai Greci d'Occidente i cui resti si trovano all'ingresso di Ortigia. Oltre al Tempio di Apollo, testimonianza dell'architettura templare greca sono le due colonne del Tempio di Zeus, che si trova lungo la via Elorina: un tempo la strada che conduceva Siracusa a Eloro. E ancora, i resti del Ginnasio romano, delle terme bizantine e dell'Arsenale greco, del santuario di Demetra e Kore tra i tesori «nascosti» tra le vie moderne della città. E poi il museo di Palazzo Bellomo, in via Capodieci nel cuore di Ortigia, con la sua ricca collezione di dipinti tra cui l'Annunciazione di Antonello da Messina che troneggia nella sala più visitata del rinnovato museo. Altro capolavoro simbolo della città è il «Seppellimento di Santa Lucia» dipinto da Caravaggio a Siracusa per la basilica della Patrona, che si trova nel cuore del rione della Borgata ed è oggi in fase di restauro. Il quadro è stato trasferito sull'altare maggiore della chiesa di Santa Lucia alla Badia, a piazza Duomo. Fra le attrattive culturali si annoverano anche i percorsi catacombali che si estendono sotto la città moderna e che fanno di Siracusa la seconda città d'Italia per estensione di catacombe, dopo Roma. Da quelle di San Giovanni a Vigna Cassia, a quelle di Santa Lucia, i percorsi sotterranei di Siracusa affascinano migliaia e migliaia di visitatori. E poi la fortezza federiciana recentemente aperta al pubblico che si erge sul lembo estremo dell'isola di Ortigia. Il Castello Maniace, che è stato scenario del G8 Ambiente del 2008, è il luogo da cui si ammira lo spettacolo del Plemmirio ondoso cantato da Virgilio. Uno scenario sospeso tra cielo e mare come tutto l'isolotto di Ortigia che rimane, con la sua malìa, il luogo dell'anima di Siracusa. 26072011