Dura lettera del presidente della Copaim di Albinia e di Grosseto Export «Così, meglio non farla» Va migliorato il sistema delle infrastrutture, ma questa ipotesi mette in ginocchio le aziende e i cittadini GROSSETO. Stavolta il "no" al progetto della Sat è di quelli pesanti. Di quelli su cui tutti, Regione in testa, dovranno riflettere. La lunga lettera, molto critica, arriva da Daniele Lombardelli, presidente della Copaim, una delle principali aziende maremmane. Che ha sede, guarda caso, ad Albinia. Lombardelli è anche presidente del consorzio Grosseto Export, che riunisce le principali aziende che hanno rapporti con l'estero. Il suo concetto è chiarissimo e si riassume in poche parole: l'autostrada serve alla Maremma. Ma se deve esser fatta così, meglio rinunciarci, in attesa di tempi migliori. E dei soldi necessari. Autostrada necessaria. «Serve un serio dibattito su quanto - scrive - in maniera a dir poco opaca è avvenuto e sta avvenendo sull'argomento. Penso sia unanime il giudizio sulla necessità di un adeguamento della dotazione della reti infrastrutturali della Maremma. Siamo negli ultimi posti in qualsiasi graduatoria nazionale dei servizi in genere, ma in particolar modo sui servizi telefonici e telematici, sui collegamenti ferroviari (in costante peggioramento), sulla rete stradale e questo rappresenta un impedimento a qualsiasi ipotesi di sviluppo economico e sociale rispondente alla vocazione del nostro territorio. Vocazione che può permettere tale sviluppo solo nell'equilibrio ed il rispetto tra il mantenimento di un ambiente unico e gli investimenti necessari a creare occupazione e ricchezza sul territorio. In questo quadro il tema dell'adeguamento della rete stradale si pone in maniera drammatica. Nel periodo estivo occorrono spesso dalle tre alle quattro ore per i collegamenti con Firenze o Roma, mentre Milano sembra di un altro pianeta; conseguentemente le necessità logistiche per il trasferimento delle merci e delle persone rendono tuttora la Maremma "remota" con costi per le aziende enormi. Lo stesso sviluppo della internazionalizzazione delle nostre aziende è minato da questa situazione. Inoltre il tributo di vite umane per la mancanza di sicurezza è insostenibile e deve indignarci. E' perciò improponibile pensare di mantenere tale situazione». Progetto assurdo. «In questo quadro è oggi all'ordine del giorno un progetto della Sat che propone il passaggio della autostrada tirrenica sul tracciato dell'Aurelia. La proposta è talmente assurda da apparire addirittura provocatoria se non avesse ricevuto, purtroppo, i primi placet dal governo nazionale e regionale. E' già stato scritto e detto molto sull'argomento e provo, a sintetizzare i punti principali di critica a tali follie progettuali: 1) impatto ambientale devastante in prossimità della costa; 2) autostrada di serie B con mantenimento dei limiti attuali dell'Aurelia per esempio su tunnel e viadotti con seri problemi di sicurezza e scorribilità; 3) mancanza di una seria viabilità locale alternativa all'autostrada, le complanari; 4) costi altissimi per i residenti costretti a pagare pedaggio per i trasferimenti locali. Basti pensare ai lavoratori pendolari, agli studenti, alle esigenze sanitarie per capirne l'impatto; la chiamerei tassa aggiunta per i maremmani ma forse sarebbe meglio parlare di furto; 5) anni ed anni (8-10) per l'esecuzione delle opere sull'unica arteria di comunicazione percorribile, l'Aurelia, in aree soggette a vincoli anche archeologici, che arrecheranno disagi e tempi di percorrenza, causa cantieri, inimmaginabili». Le conseguenze. «Le conseguenze per la qualità della nostra vita e per l'economia invece sono chiare con la zona sud della provincia isolata dall'entroterra e dal resto della provincia e distrutta ambientalmente (questo vale ancor più per un assurdo e ventilato passaggio sui Colli nella zona di Orbetello) e socialmente con l'autostrada che passerebbe dentro centri abitati come Albinia e la scomparsa delle principali attività commerciali dell'area». Le domande. «Di fronte a questo quadro sono molte le domande che assillano il cittadino e l'imprenditore che vive e vorrebbe continuare ad investire nel territorio a fronte di alcune semplici considerazioni: 1) l'approvazione del tracciato del Cipe nel 2008, era giunto alla fine di un faticoso percorso di costruzione di consenso istituzionale che aveva ormai trovati tutti concordi sul fatto che era il prezzo minore da pagare per l'autostrada; 2) il passaggio sull'Aurelia non aggiunge nulla sulla dotazione stradale ma toglie l'unica via di collegamento esistente; 3) si privatizza di fatto una "strada consolare" che ha oltre 2000 anni di storia e si dà ad un soggetto privato; 4) l'Anas prima ritiene nel 2005 improponibile anche un semplice adeguamento della Aurelia in sede per la impossibilità di rispettare le norme tecniche per strade ed autostrade, mentre oggi lo ritiene possibile; 5) le stime di traffico fino al 2050 variano, negli anni, di volta in volta in base al progetto da giustificare salendo e scendendo come un ascensore; 6) si accellera all'improvviso (ma dopo le elezioni amministrative), l'iter procedurale con convocazione di tavoli e conferenze di servizi nel mese di agosto, con un forte piglio decisionale, che contrasta decisamente con la mancanza di trasparenza che durava da due anni sull'argomento, nonostante che il sindaco di Orbetello coincidesse con la figura del Ministro alle Infrastrutture (o forse a causa di questo); 7) la Regione Toscana che dopo aver combattuto per anni, e giustamente, per una autostrada che non fosse uno sfregio alla Maremma e sull'Aurelia strada-parco, passa al concetto "va bene purchè si faccia". Di fronte a questi semplici fatti è evidente innanzitutto una assoluta mancanza di trasparenza amministrativa e politica con passaggi perlomeno di una densa opacità». Solo i soldi. «L'unica giustificazione che viene data a questa follia, è che il costo dell'opera passa da 3,8 miliardi di euro previsti dal progetto Cipe del 2008 ai 2,2 miliardi previsti per l'attuale progetto della Sat. Ma Vi sembra possibile proporre ad una comunità di cittadini e non di sudditi una opera che durerà per sempre e che traccerà il futuro delle prossime generazioni sulla base di un mero calcolo ragionieristico? E qui davvero viene il dubbio che sia una provocazione per non fare l'autostrada. Ipotesi, questa, sempre migliore del fatto che le motivazioni della proposta siano altre, non dette, e che quindi, noi maremmani cittadini di serie B pochi e "remoti", dobbiamo essere costretti ad accettare o meglio subire tali proposte». Meglio lasciare. «"Prendere o lasciare " ha detto la Sat ai nostri sindaci ad uno dei tavoli decisionisti degli ultimi giorni. Ebbene lasciamo! Non possiamo accettare decisioni guidate semplicemente dalle ufficiali esigenze di risparmio spinti dall'attuale momento di crisi economica e finanziaria. Se le risorse finanziarie non ci sono, aspettiamo perciò tempi migliori, dichiarando contemporaneamente non la rinuncia all'autostrada ma che venga realizzata, come era previsto e approvato nel progetto del 2008, quando ci saranno le condizioni. Fare questo è solo una operazione di buon senso sul quale è necessario ci sia l'unità di tutte le amministrazioni locali e di tutte le forze politiche portando la Regione Toscana a rivedere la propria inspiegabile posizione».
Il Tirreno
26 Luglio 2011
TOSCANA - Solo danni per la Maremma: Follie progettuali
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