Tutte le istituzioni pubbliche hanno deciso di vendere pezzi consistenti del proprio patrimonio. Si vende il S. Chiara, si vendono (o meglio si permutano) le caserme e l'Arena, si vendono l'Istituto degli Orfanelli ed i palazzi delle Gondole, Palazzo Mastiani in corso Italia, la Facoltà di Veterinaria, i palazzi della Provincia, e molto altro. Si vendono beni pubblici per parecchie centinaia di milioni, dopo che con atti urbanistici molti di questi beni pubblici sono stati utilmente valorizzati ed altri ancora sono in lista d'attesa. In occasione della recente conferenza cittadina, Sel ha sentito il bisogno di una riflessione attenta su questo tema: siamo davvero sulla strada giusta? Esiste davvero una prospettiva credibile perché nei prossimi anni ci siano in città investimenti privati nel campo dell'edilizia per valori stimati intorno al mezzo miliardo di euro e oltre, in prevalenza rivolti alla creazione di appartamenti di costo elevato? Ed inoltre: perché affidare tutto questo patrimonio ai privati e non provare a dare anche risposte pubbliche a vicende che attendono da tempo, come ad esempio nel campo dell'edilizia sociale, dell'edilizia studentesca, degli spazi di vita collettiva, di servizi per gli anziani ed altro ancora? Insomma risposte a problemi che guardano alla quotidianità della vita di moltissime persone e non solo al bisogno di fare cassa facendo costruire edilizia di alto mercato. Viene risposto che non ci sono risposte finanziarie per possibili interventi pubblici e che i soldi servono per finanziare altri interventi, come l'ospedale di Cisanello. E' vero; ma perché, senza dover vendere tutto il patrimonio, non seguire percorsi diversi, che pure gli enti stanno utilizzando per la realizzazione di opere pubbliche? Noi non ce la sentiamo di assecondare le scelte del governo BerlusconiTremonti. Quindi dopo la pausa estiva sottoporremo pubblicamente alla città, al sindaco ed alla giunta questa nostra riflessione, all'interno di un confronto ampio sulla difesa dei beni comuni: con lo spirito costruttivo di cui pensa ad una Pisa a misura di tutti i suoi cittadini. (Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà)