LA SQUADRA dell'Arma e i vigili urbani sono arrivati mentre erano in corso i lavori. Stava prendendo forma un cottage con soggiorno, bagno, camera da letto, locale tecnico, podio esterno, tetti aggettanti per le verande. Un rifugio esclusivo sul belvedere del Pincio, sopra la collinetta di via Margutta, fra Trinità dei Monti e piazza del Popolo, nascosto alla vista dalle quinte delle palme e dei lecci. Le ruspe hanno buttato giù tutto, perché, come ha detto il sindaco Walter Veltroni presente alla demolizione, «questa è una città dove non si può costruire senza permesso e dove quando si scopre un abuso questo viene abbattuto». Figuriamoci in una zona supervincolata come piazza di Spagna. «Siamo nel cuore di Romaha continuato Veltroni in una delle parti più belle della capitale, dove con grande sfrontatezza si stava costruendo senza alcuna autorizzazione da parte del Comune». «L'abuso è evidente racconta Luca Odevaine, responsabile dell'Ufficio Decoro urbano che insieme all'Ufficio Antiabusivismo ha coordinato l'operazioneLo ha convalidato anche la Procura della Repubblica. L'affittuario voleva far passare una costruzione ex novo come ristrutturazione di un rudere preesistente. Con il piccolo particolare che rispetto al capannone precedente i volumi erano almeno triplicati e l'altezza era passata da un metro e 90 centimetri a 3 metri e 60». L'area ed il manufatto originario, anche quello un abuso poi condonato, sono di proprietà dell'istituto per ciechi Sant'Alessio, un ex Ipab (Istituto di pubblica assistenza e beneficenza), come gli altri gestiti dalla Regione. L'istituto lo aveva dato in affitto a Renzo Mingolla, che aveva intrapreso i lavori con una Dia, una dichiarazione inizio attività, autocertificando che si trattava solo di ristrutturazione. «Un intervento con una doppia convenienza spiega Odevaine per l'affittuario, che avrebbe avuto in scomputo dall'affitto i soldi dei lavori, per l'exlpab che avrebbe valorizzato i suoi beni». Il progetto presentato da Mingolla prevedeva tre edifici: su due è intervenuto ieri il Comune. Sul terzo è in corso una verifica, come su tutta la direttrice di via Margutta. «Ci siamo resi conto dell'abuso grazie a una mail inviata al municipio da un cittadino racconta il presidente Giuseppe Lobefaro Rinnovo a tutti cittadini l'invito a segnalarmi eventuali interventi sospetti».