Sono anni che dalla Grecia si richiede alla Gran Bretagna la restituzione delle metope del Partenone conservate al British Museum. I preziosi bassorilievi, attribuiti a Fidia, furono depredati da Lord Elgin, con il beneplacito del sultano di Costantinopoli, infliggendo una grave ferita al gran monumento e alla sensibilità della Grecia, resa più acuta in tempi recenti. Ma le rivendicazioni sarebbero state vanificate, rese obsolete, se avesse trovato corso la richiesta di sequestrare addirittura il tempio dedicato alla vergine Atena. Nell'esplosione della crisi finanziaria che attanaglia la Grecia e mentre si trattava convulsamente in sede europea per il suo salvataggio, dalla Finlandia è arrivata la proposta di chiedere come garanzia, in cambio degli aiuti, i beni dello Stato greco, dalle isole all'Acropoli e, appunto, al Partenone. Sembra che l'iniziativa sia dovuta al partito dei «veri finlandesi», un raggruppamento della destra populista premiato dalle recenti elezioni. Si ignora cosa avrebbe comportato la rivalsa nel caso di un fallimento da parte di Atene. I creditori si sarebbero limitati a incassare indefinitamente i proventi turistici o avrebbero smantellato il tempio per ricostruirlo magari in una landa dell'estremo Nord? E' inevitabile che, quando si parla di Grecia, si faccia riferimento al suo superbo passato. E' il suo privilegio e la sua condanna. Anche ora i vignettisti ne hanno tratto alimento, come l'eccellente Giannelli che ha segnalato l'impotenza della Venere di Cnido, assimilata alla Grecia e chiamata a «rimboccarsi le maniche» pur essendo priva di braccia. Ma si tratta appunto di scherzosi commenti, sopravanzati dalla barzelletta arrivata per vie diplomatiche da Helsinki. Non ci si aspetterebbe che severi consessi si comportassero come il famoso Totò che vende a un americano la Fontana di Trevi. A parte la traballante solidarietà europeistica, dovrebbe essere ormai radicata, come acquisto civile, la consapevolezza che i beni artistici e culturali sono inalienabili, appartengono al loro contesto, tanto più quando esprimono l'anima di un popolo e di una nazione. Di più, hanno un valore che prescinde dalla loro mercificazione, da un impiego utilitario. Ovviamente, il Partenone passerà indenne tra le tempeste finanziarie, l'Acropoli non subirà l'assalto di nuovi Persiani in veste di burocrati e contabili. La proposta avanzata dalla Finlandia resterà a testimoniare le amene bizzarrie che amano celarsi negli interstizi della Storia, delle sue drammatiche vicende.
Il Partenone dei finlandesi
La Grecia richiede alla Gran Bretagna la restituzione delle metope del Partenone conservate al British Museum. I bassorilievi, attribuiti a Fidia, furono depredati da Lord Elgin con il beneplacito del sultano di Costantinopoli. La Grecia ha richiesto la restituzione anche del tempio dedicato a Atena. La Finlandia ha proposto di chiedere la restituzione dei beni dello Stato greco, tra cui il Partenone, come garanzia per gli aiuti finanziari. La proposta è stata avanzata dal partito dei veri finlandesi, una destra populista. La Grecia ha rifiutato la proposta, ma il Partenone è stato salvato dalla crisi finanziaria.
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