Prevista una «Piastra ipogea» che ospiterà i locali amministrativi, un'ampia sala didattica e pure un «book shop» E' un progetto che potrebbe rivoluzionare la fruibilità del Castello normanno e dell'intera Collina storica di Paternò quello recentemente realizzato dall'Unità operativa dei Lavori pubblici del Comune, in sintonia con la Soprintendenza ai Beni culturali di Catania. Si tratta di «lavori di recupero, adeguamento funzionale e impiantisco, finalizzato all'uso museale del Dongione normanno di Paternò», così come titola il progetto definitivo già presentato alla Regione Sicilia, da cui si attendono ben 4 milioni di euro di finanziamento, da attingere dai fondi Por Sicilia 2007-2013. Ad accennarci la notizia è il sindaco Pippo Failla, che parla del Castello come di «un museo di sè stesso»; a fornirci i dettagli del progetto è, invece, l'ing. Giuseppe Di Mauro, capo unità operativa dell'ufficio Lavori pubblici. «Il progetto - spiega Di Mauro - è inserito all'interno di un programma di riqualificazione da parte della Soprintendenza di Catania, con cui il Comune ha firmato un protocollo d'intesa. Esso mira alla riqualificazione del Castello attraverso il potenziamento delle dotazioni impiantistiche e funzionali, per consentirne il riuso quale sede museale di archeologia medievale, congressuale e luogo di eventi culturali. Adesso siamo in fiduciosa attesa del finanziamento». Nello specifico, i lavori prevedono un restauro conservativo del Castello con l'adeguamento impiantistico, il ripristino delle finiture e l'eliminazione di superfetazioni. Cuore del progetto è il rifacimento del piazzale Belvedere attraverso la demolizione dell'attuale muraglione in pietra e la realizzazione di una cosiddetta «Piastra ipogea», un edifico totalmente scavato sotto l'attuale slargo del Castello e, pertanto, invisibile. La struttura ipogea sarà collegata al monumento tramite una estesa e solida struttura ingabbiata a telai travi-pilastri ed un passaggio fin dentro il Castello; la superficie esterna sarà formata da un ampio piano a prato calpestabile, e al posto dell'attuale ed antiestetico muraglione sarà realizzato un portico con una struttura in legno lamellare e vetri, che si affaccerà sulla Valle del Simeto. La struttura accoglierà i locali amministrativi, una sala didattica, un book shop, una caffetteria, un ascensore per disabili, e i servizi igienici: importantissimi questi, poiché realizzati per la prima volta nell'area del Castello. L'intervento di recupero nella zona del Belvedere è quanto mai necessario ed atteso da decenni, poiché il sito si presenta in condizioni di grave incuria e degrado. Probabilmente, vistane l'impronta fortemente innovativa, questo progetto farà sorgere in città un dibattito tra favorevoli e contrari. Ma l'intervento, ci assicurano i tecnici, avrà un bassissimo impatto ambientale e la nuova struttura, coi suoi servizi, migliorerà la piena fruizione del Castello e dell'intera collina storica, un fattore fondamentale anche per il tanto auspicato piano di rilancio turistico. Adesso, però, si attende la risposta della Regione; dopodiché, entro due mesi, potrà indirsi la gara d'appalto per l'affido dei lavori. Rispettato l'iter burocratico, il cantiere potrebbe aprirsi già nella prima metà del prossimo anno. Francesco Giordano 24072011