Critiche al progetto presentato in Regione per la V.I.A. Il progetto presentato alla Regione Liguria per la Valutazione di Impatto Ambientale prevede un intervento con sbancamenti per 780.000 mc., di cui 400.000 di Pietra di Finale. Tale attività secondo i VERDI si presenta come una riapertura dell' attività di cava, ormai preclusa da anni per intervento della stessa Regione Liguria. Risulta inoltre sorprendente la richiesta di destinare al mercato delle costruzioni 200.000 mc di materiale estratto, prevedendo l'utilizzo di materiali importati dall'esterno della cava per i necessari riempimenti a ulteriore conferma della volontà di riaprire di fatto un'attività di cava, che viene, tra l'altro confermata dall'utilizzo di mine progressivamente disposte ai margini del previsto scavo. Dal contesto si deduce la possibilità di immettere sul mercato tutto il materiale pregiato di cava "a fronte dell'importazione, per i riempimenti, di materiali di qualità più scadente prodotti altrove". Nel frattempo risultano ancora incompiuti gli atti relativi alla Sentenza pronunciata dal Tribunale per il contenzioso aperto dal Comune di Finale Ligure in seguito alla distruzione della Strada Napoleonica, come conseguenza dei lavori di cava. Lavori che, in passato, hanno provocato inoltre danni non calcolabili all'importantissima Caverna delle Arene Candide. La messa in sicurezza del "fronte cava"non è una gentile concessione ma dovrebbe esser stata già effettuata in forza dell'impegno assunto a suo tempo dai responsabili della cava stessa con garanzia di fideiussione bancaria (600.000.000 di vecchie lire) Dal progetto risulta il superamento dei parametri relativi all'inquinamento di tutta l'area sede di attività industriale, con richiesta di attivazione del procedimento art. 242 DL 1526, essendo prevista una destinazione dell'area ad uso residenziale. I campioni presentano superi preoccupanti rispetto alle seguenti sostanze: idrocarburi, arsenico, benzopirene, benzoantracene, benzofluorantene, ecc. ecc. Per tali motivi prima di qualsiasi intervento l' area richiederebbe una radicale opera di bonifica; Le risorse idriche previste per soddisfare le necessità di 306 alloggi e di un albergo con 158 posti letto per 474 residenti e 790 fluttuanti vengono indicate in 67.000 mcanno, facendo ricadere su un piano provinciale il reperimento di tali enormi quantità di acqua. Si sottolinea le difficoltà di Finale Ligure e dei Comuni confinanti a soddisfare tale esigenze, tenendo peraltro conto che il Comune di Finale Ligure dovrà soddisfare anche le richieste per l'enorme intervento residenziale sull'Area Piaggio. Riteniamo che debba essere chiarito a chi farà carico la costruzione dei nuovi pozzi tenuto conto che l'Ufficio Tecnico Comunale ha già formalizzato serie riserve su tale problema per evidenti difficoltà tecniche ed economiche. Il pozzo in concessione ex Ghigliazza, ubicato vicino allo svincolo Piaggio, della portata di 5 lsec. - segnalato come possibile fonte idrica - non fornisce le necessarie garanzie di salubrità, tenuto conto che i terreni confinanti, sui quali si è sviluppata un secolo di attività industriale, sono stati dichiarati fortemente inquinati e oggetto di studio per le necessarie opere di bonifica. Il traffico automobilistico indotto dal nuova insediamento provocherà ,secondo il piano presentato,un aumento del 27,1 nella giornata di sabato e del 18,4 in quella di domenica, considerata la somma dei due interventi- Ghigliazza e Piaggio- ci chiediamo come si possa arrivare a simili conclusioni in assenza di un progetto definitivo per l'area Piaggio. Sempre relativamente ai trasporti, il piano ritiene di effettuare collegamenti "privati condominiali" verso Finale Marina senza tenere conto delle esigenze del progetto Piaggio, area attraverso la quale tali servizi privati dovranno transitare. Si segnala come l' intenzione di depositare migliaia di mc di ciottoli di cava tra il muraglione della Statale Aurelia e il Beach rock -area SIC prospiciente l'intervento in oggetto possa distruggere la fauna e la flora marina [nello stesso studio, allegato al progetto, vi è un lungo elenco di animali e vegetali marini presenti nell'area ]. Infatti l' ingente materiale depositato, alla prima mareggiata si sposterà naturalmente ricoprendo lo straordinario patrimonio naturale tutelato da una normativa europea e influenzando, ovviamente in modo negativo, anche l'altro delicatissimo SIC che si trova a circa 200 metri verso il largo. In relazione ai vincoli ambientali e paesistici imposti dal DM 24-4-1985 e dalla L. 14971939, dal Vincolo Archeologico L.1089 del 1-6-1939, dalla Legge Quadro n 3941991 e dalla L.R. N121995 sulle Aree protette, dalla L.R. 6-10-2009 n 39 di tutela del Promontorio della Caprazoppa, della sua area Carsica (LR392009) ed alle norme riguardanti i SIC terrestri e marini che interessano l'area in oggetto, si ritiene tale area incompatibile con l'intervento edilizio proposto. La realizzazione di un numero esorbitante di nuove"seconde case", si sommerà a quelle prospettate per l'intervento edilizio sulle aree Piaggio e provocherà una pressione antropica, secondo noi, non sostenibile dal territorio. L'area delle ex cave, come la legge prevede per tutte le cave dismesse, dovrebbe essere sistemata in modo corretto sotto il profilo ambientale(a garanzia di questo c'è infatti la fideiussione). In alternativa all'intervento edilizio, secondo i VERDI non compatibile con il territorio,si rinnova la proposta di realizzare una Centrale Solare di dimensioni ottimali, coinvolgendo nel progetto il Premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia che stà realizzando oggi in Spagna lo stesso tipo di impianti.
Verdi Finalesi: "Valanga di seconde case nelle ex-cave Ghigliazza"
Il progetto per la V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) in Regione Liguria prevede un intervento con sbancamenti per 780.000 mc di Pietra di Finale, con destinazione al mercato delle costruzioni. I VERDI criticano il progetto, affermando che si tratta di una riapertura dell'attività di cava, ormai preclusa da anni, e che il materiale estratto verrà utilizzato per i riempimenti con materiali importati. Il progetto non prevede la messa in sicurezza del "fronte cava" e supera i parametri relativi all'inquinamento. I campioni presentano sostanze inquinanti, come idrocarburi e arsenico. Il progetto richiede l'utilizzo di risorse idriche di 67.
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