La denuncia dei sindacati: servono interventi radicali, mai arrivati i rinforzi promessi POMPEI. I restauri vanno avanti, ma le domus restano chiuse al pubblico. La denuncia arriva da Antonio Pepe, segretario della Cisl-Fp. La casa della «Fontana Piccola» rientra infatti nell'elenco delle domus inagibili stilato dai tecnici della Soprintendenza, in quanto interessate da lesioni alle strutture. Ma non solo. Il paradosso è che molte di queste case, anche se fossero agibili, non potrebbero comunque essere visitabili per un'altra ragione: la mancanza di fondi e personale. Sono tredici le domus che dal primo gennaio sono negate ai visitatori appunto per l'impossibilità di reperire i soldi necessari a rinnovare l'accordo per l'affidamento ai custodi del compito di sorveglianza durante le visite turistiche. Tra queste domus c'è proprio quella della Fontana piccola. «Certo il restauro dell'affresco è importante e significativo - continua il segretario della Cisl - ma lavori del genere rischiano di diventare inutili, perché fin quando non si risolverà il problema della carenza di personale di vigilanza, questi edifici, benché restaurati, sono scandalosamente destinati a restare chiusi al pubblico». Pepe pone l'accento, anche, sulla carenza numerica degli addetti al restauro. «Pochi gli operai restauratori in organico, benché volenterosi, sono male organizzati e poco coordinati, tanto da non riuscire a garantire l'ordinaria manutenzione a opere già oggetto di interventi straordinari. In definitiva - continua il coordinatore della Cisl - dal momento che il decreto a favore dell'area archeologica di Pompei non ha portato finora che a periodici proclami, riteniamo importante che la soprintendente attivi al più presto un tavolo di trattativa per contrattare una organizzazione in grado di consentire la riapertura delle domus chiuse al pubblico. Lo si potrebbe fare attraverso la distribuzione dell'attuale personale in organico alla soprintendenza di Napoli e Pompei tenendo conto del numero di edifici da aprire al pubblico, dell'ampiezza delle aree archeologiche più rilevanti, anche in funzione del numero di visitatori». Sulla paradossale vicenda si dicono perplessi anche gli operatori economici e le guide: «Se i turisti, informati di questo restauro, ci chiederanno di visitare la casa della "Fontana Piccola" cosa dobbiamo rispondere? Al di là degli annunci - spiegano le guide turistiche autorizzate dalla Regione - rimane ancora lettera morta anche l'ipotesi dell'apertura programmata a giorni alterni di molte domus». Un cartellone fatto affiggere dalla Soprintendenza, spiegano i ciceroni di Pompei, precisa che nel caso che il numero del personale in servizio sia sufficiente, in certi giorni della settimana è possibile la visita di alcuni edifici. Ma è un'eventualità che dal primo gennaio 2011 non si è mai verificata. Secondo questo calendario, il lunedì e il mercoledì sarebbero visitabili le case degli «Amorini Dorati», della «Caccia» e, se non fosse inagibile, della «Fontana Piccola». Il martedì e il giovedì, invece, lo sarebbero le domus di «Marco Lucrezio Frontone» del «Poeta Tragico» e della «Ara Massima». Il venerdì le dimore di «Obellio Firmo», di «Meleagro» e «Casca Longus». Sabato e domenica la casa di «Polibio», dei «Casti Amanti», dei «Dioscuri» dei «Quattro Stili» e del «Larario di Achille».
Pompei. Festa amara: la domus è inagibile, turisti costretti a girare al largo
La Cisl-Fp ha denunciato la situazione delle domus di Pompei, che sono state chiuse al pubblico a causa di lesioni alle strutture e di mancanza di fondi e personale. Il segretario della Cisl, Antonio Pepe, ha sottolineato che il restauro è importante, ma non risolverà il problema della carenza di personale di vigilanza e di manutenzione. Pepe ha chiesto all'Soprintendenza di attivare un tavolo di trattativa per contrattare una organizzazione in grado di consentire la riapertura delle domus chiuse al pubblico. Gli operatori economici e le guide turistiche hanno espresso perplessità sulla possibilità di aprire le domus a giorni alterni, a causa della mancanza di personale sufficiente.
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