L'ultima idea per la basilica: recuperare il progetto di 500 anni fa. Dubbi e critiche Firenze, San Lorenzo, dai giochi di luce all'effimero di plastica Vedremo la facciata proprio come la voleva Buonarroti? Perché sì. Susciterebbe un interesse davvero straordinario. E anche Santa Croce... Perché no Spesa troppo alta: 2.5 milioni. C'è bisogno di interventi urgenti in altri campi... Ricostruire la facciata di San Lorenzo? Si può. Ma «attenzione e prudenza». E il maggior esperto in materia, il professore di architettura Gabriele Morolli si mostra positivo ma senza sbilanciarsi. La definisce una «provocazione». Ma con «attenzione e prudenza» non esclude del tutto che la provocazione possa realizzarsi. E che possa diventare in una «impresa interessante» dare nuova vita alla facciata che poi sarebbe ben più di una sfoglia di marmo, ma una specie di palazzotto profondo 6 metri, con tanto di balconata, ostensorio, colonne e statue che Michelangelo progettò nei particolari nel 1515 dopo avere vinto il concorso bandito dal papa Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico. Riassumiamo i fatti. L'idea di far «rinascere» il progetto michelangiolesco non è nuova, anzi. Nel 2006 l'assessore di Palazzo Vecchio Eugenio Giani lanciò l'idea e l'anno dopo un comitato presieduto dallo stesso Giani realizzò le manifestazioni Suoni e luci, cioè proiezioni notturne della creazione michelangiolesca sui mattoni della facciata molto efficaci, molto applaudite e ripetute, che entusiasmarono le folle invitate per molte serate a vedere la facciata di San Lorenzo «secondo Michelangelo». Poi lo stesso Giani, divenuto nel frattempo presidente della Casa Museo Buonarroti, ha pensato di fare un passo avanti. Da qui il comitato di cittadini, imprenditori, albergatori messo su dall'infaticabile Eugenio Giani (oggi presidente del Consiglio comunale e consigliere regionale) che si preparava sponsor alla mano a costruire un «effimero» di qualità, cioè una facciata non vera, non di marmo e pietra, ma realizzata con vario materiale di plastica, capace di durare nel tempo parecchi mesi e anni, e magari di essere trasferito poi all'ingresso della città, all'aeroporto, per esempio, come a dare un benvenuto storico ai visitatori. Pochi giorni dopo il salto di qualità, da compiere dopo aver realizzato la facciata di plastica, un passaggio cui sembra sia giunto l'ok del sindaco Matteo Renzi, che avrebbe anche indicato il 2015 come data della realizzazione, nell'ambito della serie di iniziative da prendere per rendere bellezza e prestigio al quartiere di San Lorenzo: creare, ex novo, in marmo quel super-ingresso a San Lorenzo che la famiglia dei Medici aveva deciso di far costruire al più famoso di tutti gli artisti, per onorare al massimo quella che per tradizione era considerata «la chiesa della dinastia». Si parla, appunto, di inaugurazione nel 2015, cioè 500 anni esatti dopo la presentazione dell'ultimo schizzo di Michelangelo, e di una presunta spesa di 2 milioni e mezzo di euro offerti in buona parte da sponsor già presenti in scena, a quanto pare, come volonterosi amici di una spettacolare rinascita. Non piace, probabilmente, il progetto, ai conservatori della consolidata fisionomia del quartiere, della piazza assalita, del resto, e da tempo, da colpi di mano e la possibile disponibilità del sindaco Renzi può avere suscitato già opposizioni e incertezza da varie parti, per non parlare dei dubbi di alcuni storici dell'arte che non vedono di buon occhio alcun intervento su prestigiosi esempi di architettura antica. Ma a questi oppositori di fondo si potrebbe rispondere, come già fece in passato la saggia soprintendente Cristina Acidini ricordando che a Firenze già due chiese importanti come la Cattedrale e Santa Croce, hanno facciate «moderne» rispettate dal mondo intero. Ecco, riassunto così lo stato dell'arte, passiamo a un fulmineo ricordo della «non nascita» della facciata di San Lorenzo, e al parere dell'esperto. Inutile ripetere qui che Michelangelo vinse il confronto con grande impegno i progetti degli altri concorrenti se li mangiava, di quello del famoso Baccio D'Agnolo disse che «è cosa da fanciulli»! Comunque compieva compiuti studi e prove approfondite, documentate, disegni e disegni conservati a Casa Buonarroti così come il modello ligneo famoso. Decise lui di ridurre la facciata che voleva fare a un piano rettangolare sormontato da un triangolo più emblematico che tettonico, si mise con impegno a scegliere e far preparare i marmi necessari, trasferendosi per lungo tempo in vista delle Apuane. Delle grandi statue progettate, in verità non si sa nulla, ma ci sono storie precise sulla lavorazione e sulla spedizione delle colonne, per le quali un cavatore perse tragicamente la vita. Poi vennero quei terribili contrordini, la scelta del nuovo papa Giovanni di fare la Biblioteca Laurenziana e la Cappella delle Tombe Medicee piuttosto che la facciata, la decisione del Buonarroti di dedicarsi ai nuovi lavori, l'abbandono dei progetti pur particolareggiati, e delle colonne ora miracolosamente ritrovate.