Il professor Morolli è possibilista. «Ma ci sono scogli assai difficili» Il professor Gabriele Morolli, titolare di Storia dell'architettura all'Università di Firenze, è lo studioso che più di ogni altro si è interessato all'opera di Michelangelo e in particolare ai problemi relativi alla mancata realizzazione della facciata di San Lorenzo. E lui ad aver provocato intensa emozione con il ritrovamento in riva al mare delle due colonne sicuramente preparate per il monumento fiorentino. Professore, cosa pensa della «boutade» del sindaco che preannuncia l'esecuzione, entro i12015, della facciata marmorea di Michelangelo? «Se la proposta di realizzare un effimero a scala uno a uno del progetto definitivo di Michelangelo aveva una sua piena legittimità culturale, offrendo una indiscutibile possibilità di avanzamento delle nostre conoscenze sull'arte del Buonarroti, oltre che creare un evento di innegabile interesse anche presso il grande pubblico, l'esecuzione in marmo dell'opera pensata da Michelangelo richiede un più meditato parere». È possibile l'impresa sotto il profilo sia tecnico che dell'affidabilità scientifica? «Dal punto di vista tecnico, conoscendo i materiali che l'artista intendeva impiegare, possedendo addirittura tre fusti di colonna approvvigionati da lui stesso, ed esistendo ancora le sostruzioni dell'opera, è innegabile che tali dati offrirebbero una buona base. Poi, il modello ligneo di casa Buonarroti, integrato con le informazioni dei contratti meticolosi con Leone X, ci offrono precise misure ed esatte morfologie. La moderna tecnologia non avrebbe difficoltà a dare ai materiali l'aspetto che avrebbero avuto usciti dalle mani degli scalpellini. Diversi i problemi della parte scultorea. Otto statue alte oltre tre metri, nonché i bassorilievi, sarebbero un punto critico difficile da superare». Quale senso,comunque,si deve dare alla proposta di Renzi? «Non ho una risposta univoca e non credo che alcuno possa averla. Vedo nella provocazione una bellissima opportunità per discutere, anche in modo accalorato, di quella scottante eredità lasciata dal "terribile" Michelangelo: riunirsi per parlare è utile. Non a caso l'Accademia delle arti del Disegno, nata nel nome di Michelangelo, porta avanti da secoli un metodo basato sulla "discussione": al di là della data del 2015 pensiamo piuttosto a date intermedie, anche vicine, senza veti paralizzanti, senza scomuniche, ma anche senza facili entusiasmi o scorciatoie».