Illustrato lo strumento che traccerà lo sviluppo della città romana nel prossimo decennio, imposto dall'Unesco AQUILEIA. Sarà pronto entro l'anno il Piano di gestione che attraverso i piani strategici traccerà lo sviluppo del Parco archeologico di Aquileia nel prossimo decennio. L'annuncio è arrivato al termine della presentazione dei Piani strategici, illustrati alla popolazione in una sala consiliare affollata. Si comincia dunque a intravedere il Parco archeologico, di cui ad Aquileia si parla almeno dagli anni Novanta ma non si è ancora mai concretizzato. La Fondazione Aquileia era stata accusata per non aver ancora provveduto alla loro stesura. Ma ora i Piani sono pronti, e dai primi giorni di agosto saranno accessibili dal sito della Fondazione, per una fase consultiva di due mesi, entro i quali i cittadini potranno esprimere i loro pareri. I piani strategici sono infatti diventati obbligatori per la gestione del sito Unesco di Aquileia, e devono rispondere anche alle linee guida del Ministero per il parco archeologico. Mentre i siti freschi di nomina come Cividale hanno dovuto preparare i Piani per la selezione dell' Unesco, Aquileia, annoverata tra le bellezze mondiali nel 1998, non aveva avuto quest'obbligo, ora necessario. «Grazie alla Fondazione ha detto il presidente Alviano Scarel finalmente ci sono le risorse finanziare per elaborare il Piano di gestione». Per dare alla luce il Piano di gestione serve anche il Progetto scientifico, un manuale di 160 pagine che analizza gli scavi fatti ad Aquileia dall'Ottocento a oggi e che individuale prossime aree d'intervento. In collaborazione con il docente dell'Università di Padova, Jacopo Bonetto, il volume è stato redatto dal Comitato scientifico della Fondazione Aquileia, formato dal soprintendente per i Beni archeologici regionali, Luigi Fozzati, dal Consigliere del Ministro per i Beni culturali, Francesca Ghedini, e dal docente dell'Università di Udine, Danilo Mazzoleni. Il Progetto scientifico non è invece stato illustrato «per evitare - è stato spiegato - il rischio di una sintesi eccessiva che avrebbe potuto far scaturire incomprensioni». I Piani strategici si dividono in Piano di valorizzazione territoriale, di comunicazione ed economico. PIANO TERRITORIALE. «Partendo da aree archeologiche di 85 ettari, di cui solo 30 già scavate, il Piano deve far convivere la città romana con quella contemporanea» come spiega l'archietto Andreas Kipar. Necessario pensare a circuiti tematici, a piste ciclabili e a collegamenti con il Natissa e la laguna di Grado. PIANO DI COMUNICAZIONE. Serve un portale web completo di tutte le informazioni utili al turista, pensando a un'unica immagine per promuovere il parco archeologico di Aquileia, come spiega la comunicatrice Eleonora Cenosrii. Bisogna poi omologare la cartellonistica, creare un centro visita, dirottando il visitatore anche nei percorsi meno noti, magari con un biglietto unico. Indispensabile poi individuare il target: i turisti di Grado, le scolaresche e le famiglie. PIANO ECONOMICO. Deve basarsi, secondo il docente dell' ateneo di Udine, Andrea Moretti, su alcuni punti focali: preservare i reperti da cui deriva la nomina dell'Unesco e individuarne altri affinché Aquileia continui ad essere patrimonio dell' umanità. Identificare un approccio sostenibile del parco e accrescere, infine, l'interesse del sito.
Entro l'anno pronto il piano per Aquileia
Il Piano di gestione per il Parco archeologico di Aquileia è pronto e sarà disponibile per una fase consultiva di due mesi. I piani strategici sono stati presentati alla popolazione e includono tre parti: Piano territoriale, Piano di comunicazione e Piano economico. Il Piano territoriale prevede la valorizzazione dell'area archeologica, la creazione di circuiti tematici e la promozione del sito come destinazione turistica. Il Piano di comunicazione prevede la creazione di un portale web, la omologazione della cartellonistica e la creazione di un centro visita. Il Piano economico prevede la preservazione dei reperti dell'Unesco, l'identificazione di nuovi reperti e l'approccio sostenibile del parco.
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