La Spina Verde ha chiesto ieri a Palazzo Cernezzi di trovare un'altra collocazione per gli impianti Il parco della Spina Verde ha chiesto ieri mattina al Comune di Como di rimuovere le antenne sul Castel Baradello. Non ha indicato un termine preciso, anche perché per lunedì mattina è in programma un nuovo vertice tra l'amministrazione comunale e la Soprintendenza che aveva contestato via lettera la mancanza di autorizzazioni. Innanzitutto si procederà a una ricognizione esatta di tutti gli impianti presenti sulla torre medievale. Ma per quelli installati dal Comune di Como (ponte radio, sistema wi-fi e impianto di controllo delle telecamere) andrà trovato un altro posto. «Faremo una valutazione anche con la Soprintendenza - spiega il direttore del parco Spina Verde Franco Binaghi - ma abbiamo chiesto al Comune di valutare tutte le soluzioni a 360 e, in modo particolare, di spostare gli impianti ricollocandoli altrove, tenendo anche conto che il Baradello è un monumento storico a fruizione turistica».. In una noti da Palazzo Cernezzi hanno fatto sapere che «il Comune di Como ha espresso ai tecnici del parco Spina Verde, nel corso dell'incontro chiesto dall'amministrazione, la propria disponibilità a valutare il trasferimento delle antenne dal Castel Baradello. Gli impianti in questione sono il ponte radio della polizia locale, l'antenna per il sistema di video-sorveglianza delle telecamere e l'antenna per il collegamento wi-fi tra la sede centrale del Comune e le sedi periferiche (sistema quindi che consente il funzionamento sia dei collegamenti telefonici che dei computer)». Dal Comune hanno anche fatto presente che «nei prossimi giorni gli uffici comunali procederanno ad avviare l'iter autorizzativo». Pensare di lasciare le antenne sul Baradello, ancorché autorizzate, sembra ormai difficilissimo. Lo stesso Binaghi non lascia margini: «Da parte del parco, anche in caso di richieste a posteriori, ci sono perplessità sia perché il regolamento vieta l'installazione dei nuovi impianti sia perché la commissione paesaggio difficilmente darà il via libera al posizionamento di antenne su un monumento storico». Una possibile soluzione alternativa è quella del Monte Goi, dove ci sono i tralicci della guardia di finanza a cui Palazzo Cernezzi potrebbe chiedere ospitalità. Ieri nel frattempo è intervenuto anche il presidente della commissione Paesaggio del Comune Fulvio Capsoni dicendo che «la commissione non è stata mai interessata delle antenne». Non solo. «Nella riunione del 21 luglio scorso della stessa commissione - aggiunge Capsoni - ho peraltro reso noto e fatto verbalizzare documentatamene come già in data 2 ottobre e 4 novembre 2008, in qualità di progettista e direttore lavori della sola parte architettonica del restauro della torre avessi espresso con forza, con scritti anche protocollati a chi di dovere, la mia contrarietà a che un monumento storico-architettonico di tale valore, anche emblematico, venga svilito a emergenza tecnica porta antenne». Lunedì, come detto, ci sarà l'incontro con la Soprintendenza, che sembra non orientata a concedere alcuna deroga a Palazzo Cernezzi. Il motivo? Semplice. Il Baradello è un monumento storico con oltre 50 anni e, quindi, vincolato.