Il caso Palaexpo, adesso, scuote il Campidoglio. Dopo le ultime notizie pubblicate dal Corriere, sul tentativo del sindaco Alemanno di privatizzare l'azienda speciale che gestisce Palazzo delle Esposizioni, Scuderie del Quirinale e Casa del Jazz, la maggioranza di centrodestra si spacca. Da un lato, infatti, c'è la lettera di «rassicurazioni» da parte del sindaco ad Emmanuele Emanuele (presidente del Palaexpo e della Fondazione Roma, che finanzia con 4 milioni l'azienda) sul progetto di privatizzazione. Dall'altra ci sono i malumori non solo del centrosinistra, ma anche della stessa maggioranza del Pdl esplicitati ieri dall'assessore alla Cultura Dino Gasperini: «Non esiste e non esisterà mai alcuna privatizzazione dell'azienda speciale Palaexpo. Lo ribadiamo per l'ennesima volta, ci auguriamo l'ultima: non esiste qualsivoglia, anche lontana, idea in questo senso e nei prossimi giorni incontrerò nuovamente i dipendenti e le rappresentanze sindacali per riconfermare ulteriormente la nostra posizione». Un'opposizione netta, al progetto portato avanti in gran segreto da Alemanno. Le resistenze sono anche in consiglio comunale: tra il presidente della commissione Cultura Federico Mollicone (Pdl) e il suo vice Giulio Pelonzi (Pd), c'è una sorta di alleanza trasversale per evitare che il Palaexpo finisca ai privati: «L'impegno del Partito democratico dice Pelonzi è finalizzato al mantenimento dell'attuale forma giuridica del Palaexpo, azienda al i00 di proprietà di Roma Capitale. Il Protocollo d'intesa sottoscritto con la Fondazione Roma non è cambiato rispetto alla prima firma del zoo?». Dario Nanni e Athos De Luca, sempre del Pd, aggiungono: «Ha fatto bene l'assessore Gasperini, svendere il Palaexpo sarebbe un crimine. Alemanno, prima di scrivere ad Emanuele, dovrebbe mettersi d'accordo col suo assessore».