Comitatone, Orsoni: ho dovuto alzare la voce. Galan: sento il soffio del Mose. Cucciolata: aspettiamo Tremonti. Priorità alla rete anti-incendio VENEZIA Di fronte al consiglio comunale lo dice chiaramente: «Ho dovuto fare la voce grossa». Tornato a casa da Roma con la promessa sancita dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta di 40 milioni e 375 mila euro, il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni non nega le difficoltà della riunione del Comitatone di giovedì pomeriggio. E anche quella sorta di «trappolone» nascosto tra le righe della delibera presentata nel corso della riunione, in cui si voleva introdurre il criterio di destinare una percentuale il 10 per cento, anche se Letta si era detto disposto a elevarla fino al 15 dei fondi per il Mose agli altri enti. «Pareva - ha raccontato il sindaco - che la nostra quota rientrasse nei fondi per il Mose, ma si sarebbe tradotto in un nonnulla, circa 110 mila euro». E' evidente che di fronte a questo equivoco, Orsoni ha dovuto tenere il punto e solo allora è arrivata la dichiarazione di Letta, messa a verbale, che gli ha garantito i soldi. «Abbiamo aspettato un anno e mezzo per convocare questo comitatone perché avevo promesso al Comune di Venezia 50 milioni di euro e non li trovavo - è stato il ragionamento di Letta - adesso bisogna che diamo questi soldi». I 40 milioni e spiccioli arriveranno, dunque. Anche se il presidente del Magistrato alle Acque Patrizio Cuccioletta, che è anche il segretario del Comitatone, mantiene la linea prudente. «Il dottor Letta ha detto chiaramente che questo Comitatone non aveva fondi da assegnare, bisogna fare le verifiche con il ministero dell'Economia», spiega. Quanto al meccanismo del 10 per cento, Cuccioletta aggiunge che «era stato pensato per creare un automatismo nei finanziamenti». Orsoni però si fida di Letta e dunque pensa già a come spendere i soldi. «Innanzitutto al completamento della rete anti-incendio, visto che l'anno scorso alla Salute il peggio è stato sventato perché c'era vicino un bocchettone, 5o metri più in là non c'era - continua - poi il piano integrato rii». In realtà la lista dei desiderata di Ca' Farsetti era ben più ricca: 111 milioni per il 2011, 136,5 per il 2012, 128,1 per il 2013. Solo il piano dei rii completo varrebbe go milioni, l'antincendio 30, la rivitalizzazione socio-economica della città 67, la salvaguardia dei beni culturali 28 e così via. «E' un buon risultato, in questa situazione di crisi», chiosa il sindaco. Soddisfattissimo il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan, passato dall'altra parte della barricata «E' stato un ottimo Comitatone, si sente il soffio del Mose che solleva le sue paratoie per il benessere e la sicurezza di Venezia, e non è poco se si pensa che l'Italia è il paese delle grandi incompiute - afferma l'ex governatore del Veneto - e anche tutti gli altri, a iniziare dal Comune, hanno ottenuto ciò che hanno chiesto». Chi invece non è contenta è l'Ance. «Non vorremmo trovarci a salvare Venezia dalle acque per lasciarla sbriciolare sotto i colpi del tempo e della mancata manutenzione - attacca il presidente dei costruttori veneziani Renato Errico - Il Mose, il porto off-shore e le grandi infrastrutture sono utili, ma rischiano di proteggere una città "mummificata". Il sindaco è stato bravo, ma i fondi sono insufficienti».
Venezia. Volevano darci 110 mila euro. Ance critica: fondi insufficienti
Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha dovuto alzare la voce durante il Comitatone di giovedì pomeriggio per discutere della destinazione dei fondi per il Mose. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta aveva promesso 40 milioni e 375 mila euro, ma Orsoni aveva pensato che si trattasse di un nonnulla. Letta ha poi garantito i soldi e ha spiegato che il Comitatone non aveva fondi da assegnare. Il presidente del Magistrato alle Acque Patrizio Cuccioletta ha detto che il meccanismo del 10 per cento era stato pensato per creare un automatismo nei finanziamenti.
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