Il documento in pratica blocca l'idea «metrò leggero più edificazioni» None Niente nuove case a Trivigno. Il Piano territoriale regionale d'area per la Media e Alta Valtellina oppone un no definitivo al cemento sulla montagna sopra Tirano e, quindi, al progetto coaster come presentato otto mesi fa dall'imprenditore Giandomenico Ciapparelli, che prevedeva la costruzione in Trivigno di 120mila metri cubi, poi ridotti a 85mila (di cui 15mila di residenziale e 70mila di alberghiero). «La nuova edificazione deve essere disincentivata - si legge nel Piano, presentato giovedì pomeriggio a Sondrio dai tecnici dell'Ersaf (ex Irealp) e della Provincia ai membri della seconda commissione consiliare di Palazzo Muzio presieduta da Maurizio Piasini e di cui fanno parte i consiglieri provinciali Ferruccio Priuli, Sandro Sozzani, Claudio Righi, Michele Aili, Martina Simonini, Sandro Bambini -. I Comuni, per le eventuali nuove edificazioni, possono prevedere volumetrie non superiori al 10 dei volumi restaurati nelle stesse valli, in coerenza - prosegue il documento programmatico - con il contenimento del consumo di suolo e la valorizzazione della connotazione identitaria e paesistica dei luoghi o salvo in caso di attività rurale, nel pieno rispetto delle tipologie dell'architettura tradizionale». In linea con quanto aveva anticipato il presidente della Provincia Massimo Sertori, che aveva opposto un no tecnico alla proposta formulata da Ciapparelli, il Piano territoriale regionale d'area individua nella conca di Trivigno uno dei «paesaggi del silenzio» a bassa antropizzazione, insieme alla Val Grosina, Val Viola, Val Di Campo, Val Federia, Valle di Fraele (altopiano dei laghi di Cancano), Valle del Braulio, Valle dei Forni, Val di Rezzalo e alla Val Belviso. In tutte queste zone i Comuni e le Comunità montane, con riferimento alle caratteristiche proprie dei diversi ambiti, possono promuovere «progetti, pubblici o privati o anche in partenariato pubblico-privato» precisa il Piano, purché siano «volti alla valorizzazione e alla tutela del paesaggio, al recupero e alla manutenzione del patrimonio edilizio esistente, anche rurale, e alla manutenzione dei tracciati storici». Il Piano presentato in commissione sarà reso pubblico fino al 30 settembre, per permettere a chiunque di prenderne visione e di presentare osservazioni al documento che è stato redatto dalla Provincia e dall'Ersaf con la collaborazione del Parco nazionale dello Stelvio e della Camera di commercio di Sondrio. L'obiettivo della Regione è di arrivare all'approvazione definitiva del Piano entro il 31 dicembre, per renderlo operativo. «Il Piano territoriale regionale d'area per la Media e Alta Valle, a proposito del progetto Ciapparelli, ribadisce quello che aveva anticipato il presidente Sertori rispondendo a una mia interrogazione sull'argomento e cioè che, ad oggi, in Trivigno non si può costruire - spiega il consigliere provinciale dell'Italia dei Valori, il tiranese Ferruccio Priuli -. Paradossalmente si potrebbe pensare di portare avanti il discorso sul coaster, il famoso metrò leggero, ma in ogni caso, per come stanno le cose attualmente, non sono previste nuove volumetrie». Lo scopo del documento che dovrà essere approvato dalla Regione è quello di indicare le linee di indirizzo del territorio della Media e Alta Valtellina e dei suoi 18 Comuni (1350 chilometri quadrati per 53mila abitanti circa), in riferimento ad alcuni temi specifici che sono: i domini sciabili nel Parco dello Stelvio, la Val Pola, il progetto di mitigazione della tangenziale di Tirano, la variante di Santa Lucia, il prolungamento della ferrovia Tirano-Bormio, il recupero del Morelli di Sondalo, lo sviluppo del metanodotto Teglio-Tirano e, ultimo, la qualificazione dell'area Trivigno-Mortirolo.
TIRANO - Niente cemento per Trivigno Resti paesaggio del silenzio
Il Piano territoriale regionale d'area per la Media e Alta Valtellina ha bloccato definitivamente la costruzione di un metrò leggero a Trivigno. Il progetto, presentato dall'imprenditore Giandomenico Ciapparelli, prevedeva la costruzione di 120mila metri cubi, poi ridotti a 85mila. Il Piano individua la conca di Trivigno come uno dei paesaggi del silenzio a bassa antropizzazione e promuove la valorizzazione e la tutela del paesaggio, al recupero e alla manutenzione del patrimonio edilizio esistente. Il progetto Ciapparelli è stato ribadito come impossibile a causa del Piano territoriale regionale d'area.
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