"All'Italia l'onore di progettane e dirigere il restauro della Grande Muraglia cinese". Ad affermarlo è stato il ministro per i Beni e le Attività culturali, Giuliano Urbani, di ritorno dalla Cina. Ospite dì un programma radiofonico, il ministro ha sottolineato l'importanza di questo impegno che "l'Italia seguirà già a partire dalla fase progettuale, curandone poi la direzione dei lavori in corso d'opera". "Più in generale - ha spiegato Urbani - abbiamo lavorato all'organizzazione dell'Anno dell'Italia previsto in Cina nel 2006 che prevede mostre ed iniziative che riguardano l'arte contemporanea, il teatro, il cinema, l'artigianato e la gastronomia nazionale. Inoltre - ha proseguito - in occasione delle Olimpiadi estive del 2008, l'Italia sarà ospite di un grandioso museo di Storia delle Civiltà, Anche in questo caso, l'Italia curerà, sotto forma di direzione artistica, le sezioni che si occuperanno delle civiltà romana, mesopotamica ed egizia. Infine, un importante accordo concluso nel viaggio in Cina riguarda la coproduzione cinematografica tra i due Paesi. L'intesa facilita, tra l'altro, le ripresegli spostamenti e la produzione delle troupe cinematografìche italiane all'interno della Cina. Un quadro positivo nel quale gli imprenditori italiani devono saper cogliere le opportunità commerciali che si aprono". Sul fronte italiano, il ministro Urbani ha confermato che "nei prossimi giorni sarà firmata dal cardinale Ruini" e dallo stesso ministro 'la cosiddetta terza intesa tra lo Stato e la Conferenza episcopale italiana in materia di tutela dei Beni culturali". L'intesa, prevista dal nuovo Concordato, riguarda l'utilizzazione del bene a fini di culto. Ogni volta che l'autorità ecclesiastica decide lo spostamento di un altare, di un presbiterio, di una chiesa a fini liturgici, bisogna trovare un equilibrio tra le esigenze della tutela e quelle della religione. Ma vi sono altri due importanti accordi tra Stato e Chiesa sulla gestione dei Beni culturali. "H primo - ha continuato il ministro - considera prioritari tutti quegli interventi sui Beni, che pur di proprietà ecclesiastica richiedono interventi urgenti, come monumenti, chiese e monasteri. Consideriamo, quindi, i beni di proprietà ecclesiastica alla parità di quelli dello Stato, privilegiando il criterio dell'urgenza". Inoltre, ha aggiunto Urbani, abbiamo dato molta importanza al fatto che la Cei ha avviato, in accordo con il ministero, il censimento dei Beni, vitale per poter conservare e proteggere anche piccole chiesette di campagna dimenticate e in degrado. Censimento che, fino ad oggi, non esisteva né per lo Stato né per la Chiesa". "In 3 anni e mezzo - ha proseguito, nel corso dell'intervista radiofonica, il ministro - sono riuscito a fare ciò che nei 50 anni precedenti non si era nemmeno tentato di fare. Detta così può sembrare una sparata, ma è facile dimostrarlo da un punto di vista quantitativo e credo anche qualitativo. Nel campo delle innovazioni legislative, ad esempio, abbiamo messo mano al Codice per i Beni culturali per il paesaggio e abbiamo messo ordine in una normativa che negli anni era stata progressivamente frazionata, frantumata, con competenze dello Stato, di Regioni, Province, Comuni e Comunità montane. Negli anni - ha osservato Urbani - abbiamo rovinato il paesaggio italiano per difetto di tutela ma soprattutto per carenza dì una visione sistematica, per carenza di provvedimenti l'uno in grado di aiutare l'altro. Con il Codice, che in passato non era mai stato fatto anche perché i governi mediamente duravano poco, ho impiegato 2 anni per la sola fase di istruttoria passando da una massa di provvedimenti ad una caratteristica di organicità e chiarezza. Potendo contare su un tempo di permanenza in carica più lungo, abbiamo lavorato bene, così come abbiamo potuto riformare il ministero, anche in questo caso, in termini organici -ha aggiunto Urbani -. Siamo, in assoluto, il primo ministero nella storia della Repubblica italiana ad aver dedicato un intero Dipartimento a due attività base: la ricerca e l'innovazione". Alla domanda sull'eredità ricevuta dal precedente ministro Melandri (Ds), l'attuale titolare dei Beni culturali ha risposto pensando anche all'esperienza del predecessore, "quella cioè dell'attuale sindaco di Roma, Walter Veltroni. Ho trovato delle cose buone e ne cito una su tutte: essersi inventati la giocata settimanale del Lotto ed aver destinato quei fondi ai Beni culturali. E' certamente una cosa positiva, così come aver rivitalizzato alcuni comparti della Pubblica Amministrazione che sonnecchiavano un po' come le biblioteche e qualche aspetto dello spettacolo. Ma - ha sottolineato Urbani - ho trovato però problemi irrisolti ai quali ho dovuto trovare una soluzione in prima persona. Ho trovato anche che il nostro ministero aveva dei fondi residui per il restauro non spesi per 1400 miliardi delle vecchie lire. Più di quelli che noi possiamo spendere annualmente. Purtroppo un segno di inefficienza colossale. Abbiamo, riattivato le procedure con nuove leggi e varato nuove norme a tutela del restauro".
Urbani: L'Italia progetterà e dirigerà il restauro della Grande Muraglia cinese
Il ministro per i Beni e le Attività culturali, Giuliano Urbani, è tornato dalla Cina dopo aver partecipato al restauro della Grande Muraglia cinese. L'Italia ha curato la direzione dei lavori e ha lavorato all'organizzazione dell'Anno dell'Italia previsto in Cina nel 2006. L'Italia sarà anche ospite di un grandioso museo di Storia delle Civiltà durante le Olimpiadi estive del 2008. Un accordo tra lo Stato e la Conferenza episcopale italiana riguarda l'utilizzazione del bene a fini di culto. Il ministro ha anche confermato che sarà firmata una terza intesa tra lo Stato e la Conferenza episcopale italiana in materia di tutela dei Beni culturali.
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