Una regata fa stringere un legame tra la città agrigentina, Saint Tropez e Porto Rotondo L'obiettivo Diventare il fulcro nevralgico dell'area che domina la Valle dei Templi Nostro inviato Sciacca. Che cosa avranno in comune Saint Tropez, Porto Rotondo e Sciacca? Potenzialmente un sacco di cose, ma bisognerebbe avere la pazienza di lavorarci sopra con umiltà e continuità, cercando le occasioni per fare incrociare le storie, i destini e gli eventi temporanei di queste tre città. Non citate a caso, anche perché altri luoghi di vacanza avremmo potuto tirare fuori per parlare di Sciacca. Il fatto è che su molti giornali internazionali, soprattutto quelli specializzati in sport da vip che appassionano anche quelli che tanto vip non sono, nelle scorse settimane si sono accostate per forza di cose e di percorsi Saint Tropez, Porto Rotondo e, appunto, Sciacca. Perché dopo essere partita dalla costa francese ed essere transitata per la celebrata località della Sardegna, ha fatto tappa lo scorso primo luglio a Sciacca la regata velica di yacht classici e d'epoca "Trophée Bailli de Suffren". L'evento, giunto quest'anno alla decima edizione e che viene presentato da tutti gli addetti ai lavori come, ovviamente, molto prestigioso, ha qualcosa di speciale perché coniuga sport, cultura, spettacolo e vede la partecipazione di equipaggi provenienti da tutto il mondo. Il circuito giusto Insomma, Sciacca s'è infilata nel circuito giusto, quello che l'ha messa, meritatamente, in bella mostra con la manifestazione organizzata dal Mare Nostrum Racing Club di Saint Tropez, dalla Società Nautica di Saint Tropez, dallo Yacht Club di Monterotondo. Il Comune di Sciacca ci ha lavorato parecchio per entrare nel gioco, anche perché a patrocinare l'evento, accanto all'amministrazione presieduta dal sindaco Vito Bono, ci sono, niente meno, le Federazioni Italiana e Francese di Vela, la Malta Sailing Federation, Yacht Club di Francia, Yacht Club Italiano, Associazione Francese degli Yacht di Tradizione e Union Nationale porur la Course au Large. Siamo ai massimi livelli, perciò, e Bono, nel cuore di questa estate che qui a Sciacca si sta sviluppando, come vedremo, tra mare, spiagge, spettacoli anche di un certo impegno e, soprattutto, il tentativo di offrire sempre più servizi ai turisti (dunque ai cittadini saccensi), può essere soddisfatto di questa tappa velica passata da qui. «La manifestazione - ripete ancora oggi il sindaco - ha rappresentato per la città di Sciacca un importante mezzo per promuovere a livello internazionale le nostre risorse: i beni monumentali, i paesaggi, le terme, la ceramica, il pesce, le strutture ricettive ed il nostro mare che, proprio in questi giorni, ha avuto attribuito un lusinghiero riconoscimento da Legambiente e dal Touring Club Italiano: l'assegnazione di "Tre vele" di qualità nella Guida Blu 2011, in buona compagnia, tra gli altri, di Taormina, Cefalù e Ustica». Sciacca ha enormi potenzialità in questo campo, cioè nel turismo, e, per la verità, molte le sta utilizzando, le sta sfruttando molto opportunamente. Quel che sembra frenare un po' una autentica esplosione dell'industria estiva, più di quella legata, tanto per dire, al Carnevale che ha la sua tradizione consolidata o al movimento attorno alle Terme, è la storia, nel senso di quel che si pensava ad un certo punto degli Anni '70 e '80 potesse essere, una crescita che si pensava potesse diventare una autentica esplosione, e invece molte delle grandi opere, dei grandi progetti, dei mega complessi turistici rimasero idee, grandi incompiute. E' stato un male? E' stato un bene? Forse, alla fine, un male assoluto proprio non è stato, perché esperienze di altri comprensori dove, appunto, arrivò all'improvviso l'industria del turismo portata da quella del cemento, insegnano che queste storie non sempre durano e, spesso, lasciano macerie. Qui, come detto, ogni tanto sembrano riemergere rimpianti, per quando c'erano politici locali forti e potenti che spingevano sull'acceleratore. Ma contano oggi i fatti e il sindaco, partito bene in questo racconto con la chicca della regata internazionale, spiega che qui il turismo oggi deve puntare e contare sui fatti. Volendo, par di capire, nemmeno su grandi eventi e su troppi soldi da spendere. «Scelte di qualità» «La nostra estate saccense vive da sempre di spettacoli, opportunità di divertimento, eventi molto interessanti, ma non è una questione di soldi da spendere, ma di scelte di qualità che si deve sempre tentare di fare. Noi quest'anno nel bilancio abbiamo previsto qualcosa come una ottantina di migliaia di euro per l'estate, e si tratta di un impegno notevole anche alla luce della crisi generale che c'è e delle entrate sempre più ridotte per gli enti locali». Scelte di qualità, così Sciacca ha guadagnato tre spettacoli del Circuito regionale del Mito. Così dopo Le donne di Puccini e il concerto della pianista Violetta Egorova, è arrivato a Sciacca Brat, fratello, cantieri per un'opera rom dall'Opera del Mendicante di Johm Gay, uno spettacolo di scottante attualità, soprattutto in quest'area della Sicilia, incentrato sul tema dell'immigrazione. Offerta a 360 gradi L'offerta della città, insomma, vuole allargarsi a 360 e cerca, sempre di più, di creare un'interazione tra chi arriva sin qui per stare sulle spiagge e ciò che rappresenta, francamente, l'autentico valore aggiunto dell'offerta turistica. Cioè la quota culturale legata alla città, ai monumenti, alla storia. Per questo il sindaco sottolinea tra i servizi essenziali realizzati per questa stagione, anche quello che potremmo definire il collegamento tra il sacrosanto effimero e la leggerezza dell'estate, e un pizzico di scoperta del particolare: «Abbiamo attivato un servizio estivo di collegamento notturno con bus tra gli alberghi di Sciacca Mare e il centro storico della città che resterà attivo fino al prossimo 4 settembre. Il servizio lo abbiamo voluto per consentire ai tanti turisti che soggiornano in estate negli alberghi di Sciacca mare di potersi muovere liberamente e visitare anche a tarda sera il centro storico della nostra città». Insomma non solo mare e Sciacca prova ad essere sempre più il fulcro nevralgico dell'area che domina la Valle dei Templi: «Molti turisti scelgono Sciacca - spiega ancora Bono - per poi muoversi effettivamente da qui per visitare il resto della provincia. Per questo cerchiamo di offrire servizi sempre più integrati, ad ampio raggio e una ospitalità che confermi la bontà della scelta fatta di fare di Sciacca la base logistica di una vacanza nella nostra zona». 22072011