Il prefetto Pecoraro commissario per la chiusura della discarica. E Cerroni vince il ricorso al Tar Il tribunale annulla lordinanza di Alemanno che prescriveva la bonifica dellarea IL Lazio torna in emergenza rifiuti. Ma solo per Malagrotta. Il consiglio dei ministri ha proceduto ieri ad approvare il provvedimento, al quale seguirà la nomina del prefetto Giuseppe Pecoraro a commissario, su richiesta della stessa presidente della Regione Renata Polverini. Il commissariamento, come specifica una nota del governo, è «al fine di accelerare le procedure necessarie allindividuazione di un sito per lo smaltimento dei rifiuti dellarea romana, in vista della chiusura programmata della discarica di Malagrotta». Intanto, il proprietario e gestore della discarica, Manlio Cerroni, non sarà tenuto a mettere in sicurezza larea per evitare percolazioni tossiche nel terreno. Il Tar, al quale si era rivolto dopo lordinanza del sindaco Alemanno, gli ha infatti dato ragione, annullando il provvedimento del sindaco. «Le prescrizioni contenute nellordinanza non sono da ritenere idonee al caso in quanto prive di pratica fattibilità», spiega il tribunale. «Invitiamo il comune a intervenire», chiede il segretario nazionale del Codici, Ivano Giacomelli. «Il problema delle falde acquifere inquinate sussiste ancora», aggiunge Augusto Santori, consigliere Pdl del XV municipio. Sulla decisione del commissariamento, opposizione, associazioni ambientaliste e sindacati sparano a zero. Alemanno si complimenta: «Unottima la scelta». «Ancora una volta il governo della Regione tradisce la fiducia dei cittadini», dichiara Salvatore Biondo, segretario regionale Cisl Lazio. «Vogliono spegnere il confronto democratico», denuncia Nando Bonessio, presidente regionale dei Verdi. Contro la localizzazione della discarica alternativa e di un impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti a Pizzo del prete, nel comune di Fiumicino, i Verdi esibiscono due lettere. Una è della soprintendenza archeologica dellEtruria meridionale, che ricorda i vincoli della zona e lelevatissimo rischio archeologico, laltra dei piloti Uil. Questi ultimi avvisano che la tenuta di Pizzo del prete è sulle rotte aeree per Fiumicino e gli aeroplani sarebbero ad alto rischio di impatto con i gabbiani richiamati dai rifiuti. Per vederci più chiaro, Mario Baccini, deputato Pdl, ha presentato uninterrogazione al ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan. «Il commissariamento è solo per Malagrotta. Il sistema regionale dei rifiuti continuiamo a gestirlo noi - chiarisce la Polverini - LEuropa vuole un segnale chiaro rispetto la chiusura della discarica». «É evidente che Malagrotta non centra nulla - accusa Vanessa Ranieri, presidente del Wwf Lazio - È solo una scelta politica». «La giunta di centrodestra non si vuole prendere le sue responsabilità», accusano i consiglieri della Lista Bonino Pannella Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo. «Non accetteremo che, con la scusa dellemergenza, si ritorni alle ipotesi di Monti dellOrtaccio e Testa di Cane», avvisa il consigliere Pd Marco Di Stefano. Contro i lavori in corso nella cava dismessa di Testa di Cane il comitato Malagrotta presenterà un esposto al comando carabinieri per la tutela dellambiente.
Malagrotta, il governo proclama lo stato di emergenza
Il prefetto Giuseppe Pecoraro è stato nominato commissario per la chiusura della discarica di Malagrotta. Il commissariamento è stato richiesto dalla presidente della Regione Renata Polverini. Il prefetto Pecoraro sarà responsabile dellaccelerazione delle procedure per individuare un sito per lo smaltimento dei rifiuti dellarea romana. Il proprietario della discarica, Manlio Cerroni, non dovrà mettere in sicurezza larea per evitare percolazioni tossiche nel terreno. Il Tar ha annullato lordinanza del sindaco Alemanno che prescriveva la bonifica dellarea. Il commissariamento è stato approvato dal consiglio dei ministri. La nomina del prefetto Pecoraro è stata comunicata dalla Regione.
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