Grandi incertezze sull'inaugurazione farsa prevista per domani. A Calderoli e Bossi farebbe compagnia la titolare del Turismo. Malumori nel Carroccio: occupiamoci piuttosto di cose serie. Gli operai della villa reale di Monza continuano a fare gli straordinari per "imbullonare" i mobili dei fantomatici "tre ministeri al nord" voluti dalla Lega Nord di Umberto Bossi. La presentazione è prevista per domani mattina, come annunciato nelle scorse settimane dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, ma il rischio flop è evidente. Non solo perché "l'appartamento di 200 mq" non è ancora stato allestito («Ci sono dentro un paio di armadi e scrivanie pseudo Ikea messi lì alla rinfusa», spiega chi ci è entrato), ma perché al momento a confermare la sua presenza nel capoluogo brianzolo è stato solo Calderoli. Sulle possibilità che arrivino il Senatùr e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti tutto tace. Il primo, dopo un intervento all'occhio mercoledì, oggi non sarà nemmeno in consiglio dei ministri a chiarire con Silvio Berlusconi sul caso Papa. Il secondo si è sempre mostrato "freddo" sulle "scrivanie" ministeriali monzesi. tanto da far capire che se la sua dovesse saltare "non sarebbe un problema". Pronta la Brambilla a surrogare con una scrivania del "suo" Turismo. Di sicuro mancherà il governatore lombardo Roberto Formigoni, che ha dato le deleghe di ordinanza al vice leghista Andrea Gibelli «Chi ci sarà? Lo scoprirete solo vivendo», tagliano corto dalla sede della Lega Nord in via Bellerio, dove stanno provando ad assoldare il numero più alto di militanti per controbilaciare le manifestazioni di protesta. L'impresa è ardua. Oltre alla partecipazione d'obbligo del sindaco di Monza di Mario Mariani, vero deus ex machina dell'iniziativa, non hanno confermato la loro presenza diversi leghisti. Anzi, in queste giornate d'estate, nel giro meneghino dei lumbard, c'è chi assicura a microfoni spenti che «sono più interessanti le feste di Concorrezzo e di Torre Boldone, in provincia di Bergamo». In sostanza, quello che Calderoli e Bossi offrirono entusiasti al popolo di Pontida, con tanto di targa in ottone, rischia di ritorcersi contro tutto il movimento padano. Lo stesso Giancarlo Gentilini, prosindaco di Treviso, ieri ha tuonato dicendo che «alla gente non gli interessa niente di ministeri al nord, gli importa del lavoro, del futuro dei figli, di vivere in tranquillità». Ma la vicenda ministeri rischia di avere pesanti straschichi nel futuro sia a livello istituzionale sia a livello di scontro politico. Negli ultimi due giorni il sindaco Mariani si è affrettato a presentare al consiglio di gestione del Consorzio una comunicazione "sullo spostamento dei ministeri": era la prima volta che il consiglio si riuniva dal suo insediamento. Mercoledì la decisione è stata ratificata dall'assemblea, con l'idea che la "parte ministeriale" diventi una sorta di "zona franca", grazie a un accordo tra lo stesso consorzio e i ministeri romani. E ieri, con uno «sgarbo istituzionale senza precedenti», come spiegano dall'opposizione, il consiglio ha dovuto prendere atto delle disposizioni del presidente, cioè lo stesso Mariani. Unico a opporsi è stato Ivo Spagnoli, consigliere per il comune di Milano. che ha voluto fosse messo per iscritto il modo in cui è stata condotta tutta l'operazione. Gli altri delegati, tra cui quello di regione Lombardia come del ministero dei Beni Culturali di Giancarlo Galan, hanno fatto buon viso a cattivo gioco. Da domani, quindi, le scrivanie dovrebbero essere pronte. Così come i telefoni. Punto quest'ultimo su cui il Pd si interroga da settimane: chi pagherà le bollette? I monzesi, gli italiani o i leghisti stessi? A Monza, poi, c'è chi ricorda che il 12 settembre aprirà i battenti alla villa Reale la mostra "Regina Margherita: il mito della modernità". Avviene in occasione delle celebrazioni per il 150 dell'Unità d'Italia. La zona ministeriale avrebbe dovuto funzionare da "reception" della manifestazione. Ora si sta cercando un nuovo spazio. Resta evidente che chi avrà modo di visitare l'esposizione, tra quadri e monili provenienti anche dal Quirinale, non potrà non imbattersi nelle facce di Bossi e Calderoli. Con buona pace della regina Margherita e del ricordo dell'Unità d'Italia.
MONZA - Ministeri a Monza. Anche la Brambilla cerca una scrivania.
Il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli ha annunciato la presentazione dei "tre ministeri al nord" voluti dalla Lega Nord di Umberto Bossi per domani mattina a Monza. Tuttavia, ci sono grandi incertezze sull'inaugurazione farsa prevista. Il rischio flop è evidente, poiché l'appartamento di 200 mq non è ancora stato allestito e solo Calderoli ha confermato la sua presenza. Il Senatùr e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti non sono stati confermati. Il governatore lombardo Roberto Formigoni ha dato le deleghe di ordinanza al vice leghista Andrea Gibelli. La Lega Nord sta provando ad assoldare il numero più alto di militanti per controbilacciare le manifestazioni di protesta.
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