La Soprintendenza frena: sui palazzi decidiamo noi. Beni del Demanio, altolà dalla direttrice del ministero su Solmi ed ex caserme. Carla di Francesco: il Comune prima ci deve dire che cosa vuole farci. Per il Comune sembrava cosa fatta, ma la soprintendenza risponde picche sulla gestione locale degli immobili storici dello Stato. O almeno invita, in maniera piuttosto decisa, la giunta a calmarsi, aspettare i tempi tecnici e soprattutto a tenere presenti le prerogative degli uffici di tutela. Si litiga insomma sul federalismo demaniale, dopo che nei giorni scorsi l'assessore comunale Fabio Poggi ha annunciato la volontà di voler entrare in possesso a costo zero, per accollarsi poi valorizzazione e gestionedelle ex caserme Garibaldi e S.Eufemia, palazzo Solmi in via Emilia centro e la chiesetta risorgimentale Ricci. Ma ora Carla di Francesco, di Palazzo Solmi, sede degli uffici della soprintendenza di Modena rettrice regionale del ministero peri beni culturali stoppa tutto e rinvia a un tavolo tecnico (lo stesso Comune lo annunciava). E soprattutto si dice "stupita", termine che nel linguaggio soft della burocrazia non è difficile tradurre in arrabbiatura. «Teniamo a precisare dice una nota del Ministero che il Comune, a tutt'oggi, ha solo fatto richiesta per attivare un procedimento amministrativo del federalismo demaniale. Va ricordato che il passaggio agli enti locali di beni storici è reso possibile solo dietro un'accurata analisi e alla successiva valutazione di un programma di valorizzazione che dovrà essere a sua volta sottoposto al tavolo tecnico operativo in cui il ministero e il comune partecipano insieme al Demanio». In soprintendenza dunque sono nervosi perché Modena avrebbe venduto la pelle dell'orso troppo presto. «ll passaggio dei beni continua di Francesco non risulta dunque automatico, ma dovrà tener conto di appropriate destinazioni d'uso da assegnare all'immobile, degli obiettivi e delle strategie volte alla massima valorizzazione del bene, di eventuali piani strategici di sviluppo culturale, questione ancora più rilevante, della sostenibilità economica dell'operazione rispetto anche ai tempi di realizzazione. Gli scenari successivi evocati dall'assessore Poggi dovranno comunque essere coerenti con il programma di valorizzazione e spetta solo al tavolo operativo un giudizio sui progetti presentati». E infime la polemica su Palazzo Solmi, ancora in una situazione difficile causa restauro a singhiozzo: «I lavori di restauro sono in corso conclude la dirigente finanziati dal Ministero. Hanno sottratto il bene al degrado e nella parte di proprietà statale andranno gli uffici della Soprintendenza di Modena». Una bacchettata al Comune.
MODENA - Dal ministero arriva lo stop: su quei palazzi decidiamo noi
La Soprintendenza di Modena ha fermato la decisione del Comune di entrare in possesso di alcuni immobili storici dello Stato, tra cui Palazzo Solmi e le ex caserme Garibaldi e S.Eufemia. La soprintendenza ha invitato il Comune a calmarsi e aspettare i tempi tecnici, e ha richiesto che il Comune tenga presenti le prerogative degli uffici di tutela. Il Comune aveva annunciato la volontà di voler entrare in possesso di questi immobili a costo zero, ma la soprintendenza ha risposto che il passaggio agli enti locali di beni storici è reso possibile solo dietro un'accurata analisi e alla successiva valutazione di un programma di valorizzazione.
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