Il giudizio è un tantino burocratico, ma rende bene. «E stato un Comitatone che è servito al Governo per prendere coscienza di quanto è stato fatto a Venezia. In più ci abbiamo messo le nostre richieste: 630 milioni per il Mose entro il 2011; 200 milioni per gli interventi di salvaguardia ambientale. Tutto qui. Ora spetterà al Governo decidere». Patrizio Cuccioletta, presidente del Magistrato alle Acque, e segretario del "Comitatone" è soddisfatto. Di meglio non si poteva fare a due anni dall'ultima convocazione del Comitato interministeriale per la Salvaguardia di Venezia. E, senza tradire la sua personalità si permette anche una battuta. «Ora dobbiamo trascrivere il testo degli interventi fatti dagli enti locali (Regione, Provincia, Comuni di Venezia, Mira, Cavallino-Treporti, Chioggia) che hanno fatto un po' di confusione. Qualcuno anche in modo inopportuno pensando che in questo Comitatone si elargissero finanziamenti. Non era così. Questa riunione era solo una "presa d'atto"». Quasi a dare l'impressione che qualche ente locale avesse scambiato il Comitatone per avanzare più di una pretesa. Di certo la riunione non poteva non effettuare una "indagine" sullo stato dei fatti, sul lavoro del Consorzio Venezia Nuova, come concessionario dei lavori, ma anche delle prospettive future. «I soldi fino ad adesso sono finiti - aggiunge Cuccioletta - ma abbiamo esposto la necessità di ottenere nuovi finanziamenti per il Mose anche negli anni futuri (470 nel 2012; 450 entro il 2013) che ci consentiranno di andare avanti. A questo si aggiungono i soldi per la salvaguardia ambientale. Abbiamo ottenuto il via libera dal Comitatone, ma ora l'ultima parola spetta al Ministero dell'Economia e al Governo. E si dovrà fare i conti anche con le congiunture economiche italiana e europea che, detto per inciso, non stanno proprio in buona salute». In ogni modo, il Comitatone ha lanciato il sasso. E questo all'interno di un "parterre" di rappresentanti illustri guidati dal sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Gianni Letta: ministri (Prestigiacomo, Galan, il sottosegretario Castelli in rappresentanza di Matteoli); enti locali (Luca Zaia per la Regione; Mario Dalla Tor per la Provincia, i sindaci di Venezia, Giorgio Orsoni, l'assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni, e i primi cittadini dei comuni di gronda (Orazio per Cavallino; Cappelletto per Mira, Casson per Chioggia), il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa, e la soprintendente ai Beni artistici, Renata Codello. «Diciamo subito - avverte Cuccioletta - che, con ogni probabilità nel 2013 potremo vedere le prime paratoie mobili fuori dall'acqua. Il Comitatone ha riconosciuto la necessità di garantire finanziamenti certi per consentire lo svolgimento dei progetti già approvati, che non sono solo il Modello Mose, ma anche l'avvio della fase di approccio e di gestione della manutenzione in programma all'Arsenale. Quello che è emerso è la "inscindibilità" tra Mose e piano di gestione all'Arsenale». Ma, oltre alla pioggia di denari per le "dighe mobili", Venezia riceverà 40,3 milioni di euro (ogni anno per il prossimo triennio) che serviranno inizialmente per il completamente della rete idrica anti-incendio e per altre opere di manutenzione urbana. Altri 10 milioni andranno ai comuni di gronda (Mira, Cavallino-Treporti e Chioggia). Infine, il Comitatone ha dato il via libera, dopo l'ok del Cipe del maggio scorso, al progetto di porto d'altura (off shore) al largo di Venezia che sarà realizzato dall'Autorità portuale.