La risposta dell'Esecutivo al question time di domani alla Camera - Slitta la circolare interministeriale ROMA Alleanza nazionale riapre la battaglia sulla proroga al condono edilizio. Il vicepresidente del partito e capogruppo alla Camera, Ignazio La Russa, ha presentato ieri, a sorpresa, un'interpellanza urgente al Governo per chiedere lo spostamen to del condono edilizio. Se invece il partito di Gianfranco Fini darà battaglia fino alla fine per la riapertura del termine. Su questa seconda posizione, interviene uno dei senatori di An più ascoltati in materia (è stato relatore al Senato sia sul condono del 1994 che sul Dlgs 269 dello scorso anno), Giuseppe Specchia: «Una breve proroga di due o tre mesi dei termini per la domanda relativa al condono edilizio e per il pagamento della prima rata è un atto dovuto e va fatta per decreto legge». Soltanto le prossime ore ci potranno dire se quella di An è una mossa elettoralistica per incassare il malcontento fortissimo del Mezzogiorno sul pasticcio del termine del 10 dicembre. Il Governo risponderà nel question time di domani. È evidente, però, che l'uscita allo scoperto di An modifica nuovamente lo scenario dentro l'Esecutivo e apre stavolta una rotta di collisione esplicita fra Alleanza nazionale e il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, che in questi giorni non aveva fatto altro che riaffermare la propria indisponibilità allo spostamento del termine e la chiusura definitiva della vicenda del condono edilizio. Né si può dimenticare che sabato scorso, dopo le dichiarazioni di Lunardi che davano conto della discussione avvenuta in Consiglio dei ministri, era dovuto scendere in campo Palazzo Chigi per dire che l'ipotesi dello slittamento era «destituita di ogni fondamento». Specchia invoca anche la circolare che faccia chiarezza soprattutto sulle aree demaniali. Gli replica il verde Sauro Turroni: «II senatore Specchia fa la testa d'ariete per superare le menzogne più volte proferite dal Governo a riguardo della proroga del condono. Noi Verdi lo stiamo dicendo da giorni che, prima o poi, saremmo arrivati a una proroga». La posizione del Governo sarà ufficializzata solo domani alla Camera. C'è da giurare che oggi sarà giornata di intenso lavoro sotterraneo. Quel che è trapelato per ora della posizione di La Russa (l'interpellanza urgente non è stata ancora pubblicata) è che la motivazione addotta per chiedere la proroga o l'immediata riapertura dei termini chiama in causa il ritardo con cui la Campania ha approvato la propria legge regionale, sei giorni dopo il termine massimo dell'11 novembre. Lo stato di confusione generato in Campania presso i cittadini dalla legge regionale impone secondo La Russa un duplice intervento del Governo: per spostare il termine e per dichiarare esplicitamente che in quella Regione si deve applicare la legge nazionale. Non è stata invece ancora diramata la circolare interministeriale Infrastrutture-Economia e sembra del tutto impossibile, ormai, che venga diramata prima della scadenza del 10 dicembre. Anche su questo punto le dichiarazioni di Specchia aiutano a capire quale sia un altro punto di tensione: quello delle aree demaniali. Una delle preoccupazioni sollevata da Pietro Lunardi è che la frammentazione delle aree demaniali, con la cessione di quei terreni su cui siano state svolte opere abusive, possa rendere più difficile il processo di realizzazione delle Infrastnitture. Ma il riferimento di Specchia è ben più concreto. «Gli italiani ha detto non hanno ancora capito che cosa si può sanare e che cosa no».
Condono, pressing per il rinvio - II coordinatore di An, La Russa, ha presentato un'interpellanza urgente al Governo
Il partito Alleanza nazionale (An) ha presentato un'interpellanza urgente al Governo per chiedere la proroga del condono edilizio. Il vicepresidente di An, Ignazio La Russa, ha motivato la richiesta con il ritardo con cui la Campania ha approvato la propria legge regionale, sei giorni dopo il termine massimo dell'11 novembre. An chiede una proroga di due o tre mesi dei termini per la domanda relativa al condono edilizio e per il pagamento della prima rata. Il Governo risponderà nel question time di domani. La posizione di An modifica nuovamente lo scenario dentro l'Esecutivo e apre una rotta di collisione esplicita fra An e il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo