«Il Velodromo era inzuppato di amianto e ce lavete fatto scoppiare in faccia. E ora vogliamo parlare della colata di cemento o se sono meglio palazzine da cinque piani o da 90 metri daltezza? È una vergogna», ammette Alberto Russo, presidente del comitato Amianto. E subito gli fa eco Bruno Lago dellassociazione Colle della Strega: «La modifica di destinazione urbanistica del Velodromo è un intervento edilizio per sopperire alle perdite di Eur spa. Non si recuperano risorse consumando il territorio». E cè chi lamenta che il quartiere è «diventato un secondo Vaticano. Con Eur spa che si è creata una cittadella col suo stato che decide tutto quello che può». E ancora Matilde Spadaro e Vincenzo Vecchio del movimento "Atuttaleur" rincarano: «Noi siamo contrari al progetto del Velodromo perché vuole sviluppare cubature per ottenere risorse per fare altro. Diciamo sì al campus sportivo-universitario, ad un centro culturale polivalente anche con il teatro di Roma sud di cui è sprovvista». Non usa mezzi termini la portavoce del Comitato salute ambiente Eur, Cristina Lattanzi che attacca: «Chiediamo che si azzeri tutto il progetto e che venga indetto un nuovo concorso le cui linee guida siano stabilite dal comitato per la qualità urbana e architettonica del ministero per i Beni culturali». Interviene il coordinatore del Pd del municipio XII, Andrea Santoro: «La quasi totalità dei cittadini dellEur ha bocciato sonoramente la proposta della giunta Alemanno e di Eur spa. Si ritiri definitivamente il progetto e si lasci perdere questa ennesima speculazione edilizia nel quartiere. Se servono soldi per completare la Nuvola di Fuksas si chiedano a Tremonti». Prende la parola il presidente del Municipio XII Pasquale Calzetta: «Quali e quanti servizi e opere pubbliche andranno a beneficio dei cittadini. Su questo mi aspetto risposte concrete».