Il Comune incassa circa 400 mila euro l'anno dai proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di accesso a musei, gallerie, zone archeologiche e monumentali, e non spende un euro per la pulizia dei siti. A denunciarlo, carte alla mano, il consigliere comunale Riccardo De Benedictis che interviene in merito alla gestione dei beni culturali: «un tema complesso che impone la necessità di interventi attraverso una seria politica economica di ampio respiro - sottolinea - e individuando modelli gestionali di sviluppo adeguati e idonei alle specificità del sito e alle peculiarità territoriali a cui tali interventi sono destinati». La convenzione sottoscritta nel 2008 tra Soprintendenza e Comune impegna quest'ultimo ad utilizzare la somma (nel 2009 sono stati incassati 394 mila euro e 424 mila nel 2010) per interventi di bonifica dei siti tramite operazioni di pulizia straordinaria, di disinfestazione e derattizzazione, per attività diretta alla valorizzazione e alla promozione e al pagamento degli straordinari del personale, mentre l'amministrazione comunale finanzia interventi non coerenti con la finalità della convenzione stessa. «Da tempo la città è affidata a una persistente e inconcludente politica del non governo - prosegue il consigliere comunale - operata da un'amministrazione che ci ha abituati ad assistere ad azioni che si sviluppano lungo due direttrici non convergenti: la prima è quella demagogia con la quale si ribadisce l'importanza del turismo e della tutela e della valorizzazione dei siti di pregio ambientale, storico e archeologico, l'altra è l'esatto contrario della prima. Infatti, nemmeno gli oltre 500 mila visitatori l'anno dei siti archeologici riescono a impegnare il sindaco a mantenerli puliti e in condizioni dignitose e decorose». De Benedictis dunque anticipa che presenterà un emendamento al bilancio di previsione con cui si destini una parte dei proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso pari a 100 mila euro. «Le innumerevoli sollecitazioni e denunce che pervengono da associazioni, politica, turisti e cittadini sullo stato di abbandono e di noncuranza delle nostre aree di interesse archeologico purtroppo, il più delle volte, sono parole gettate al vento - conclude - pertanto, alla luce dei mancati obiettivi riportati nella convenzione, e al perdurare dello stato di incuria e degrado dei nostri siti archeologici, mi auguro che l'emendamento venga accolto favorevolmente dal voto dell'aula consiliare». Luca Signorelli 22072011