CAtania. Un sito millenario, abitato sin dalla preistoria, dove prima i greci e poi i romani hanno sfruttato i poteri benefici dell'acqua sulfurea che affiora in superficie. E' l'area archeologica di Santa Venera al pozzo, in territorio di Acicatena, fiore all'occhiello del neocostituito «Parco delle Aci». pinella leocata Solo chi conosce i luoghi della propria storia ne ha rispetto e impara ad amarli. E soltanto dalla loro conoscenza possono partire iniziative volte a migliorarne la fruizione, condizione e premessa di ogni tutela di lungo periodo. Questo il senso e lo spirito con cui il nostro giornale ha avviato una serie di inchieste e reportage sui siti archeologici di Sicilia e della provincia. Nessuna volontà di sterile critica, ma la spinta ad andare avanti e a fare meglio mettendo in sinergia risorse e idee e contando sulla collaborazione dei cittadini da cui, in ultima analisi, dipende la salvaguardia e la bellezza di un luogo. E di luoghi belli, bellissimi, la nostra terra ne ha talmente tanti da renderne difficile la tutela e la fruizione. Eppure è questa la vera grande risorsa cui cui possiamo contare, questa la grande opera da avviare, questa la scommessa per il nostro futuro, il settore dove creare occupazione per i giovani e le generazioni future. Raccontare lo stato dei nostri beni, anche quelli archeologici, è anche un modo per parlare della gestione della cosa pubblica e della classe politica che ci governa da decenni, è un modo per sollecitare un cambio di rotta e una presa di posizione a favore della collettività che parta dalla valorizzazione dei grandi tesori che la storia ci ha lasciato in eredità e che, per troppi anni, abbiamo dissipato e devastato. E da chi ci governa dipende anche l'istruzione, la trasmissione culturale e l'educazione civica che include il rispetto di uomini e cose. Di tutto questo parlano i servizi dedicati ieri a Catania e oggi al parco di Santa Venera al Pozzo e gli altri che seguiranno nei prossimi giorni 21072011