Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell'Enel per la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle che era stato bocciato dal Tar. Soddisfazione di Enel, imprenditori e sindacati. Per gli ambientalisti invece la localizzazione dell'impianto resta un errore. 21072011 Tony Zermo Giovedì 21 Luglio 2011 Prima Pagina, pagina 1 e-mail print E' finita la telenovela del rigassificatore di Porto Empedocle durata sette anni: il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del Tar e stabilito che il progetto dell'Enel ha tutte le carte in regola. Si è perduto tempo prezioso, ci vorranno 4 anni e mezzo di lavori, ma nel 2016 il rigassificatore sarà una realtà, portando occupazione e ricchezza. La questione va ben al di là di Porto Empedocle o di Agrigento, perché poter lavorare 8 miliardi di metri cubi di gas all'anno significa ridurre la dipendenza energetica del nostro Paese dalle forniture di Nazioni instabili come la Libia collegate con la Sicilia, e quindi con l'Italia, da condutture sottomarine fisse. Saranno le navi metaniere a portare a Porto Empedocle il gas liquido che potrà essere acquistato dovunque e al prezzo migliore. E' un'altra risorsa che la Sicilia offre al Paese ricevendo in cambio posti di lavoro, congrui benefit e sviluppo in un territorio che è agli ultimi posti per impianti industriali. Ora chiudiamo il capitolo delle contrapposizioni lasciando che si realizzi questa grande opera tecnologica da quasi un miliardo di euro. Non c'è nessun impatto ambientale perché l'impianto sorgerà in una zona di industrie dismessa e lontana da civili abitazioni, con il vantaggio che il porto ristrutturato potrà accogliere anche le navi da crociera. E' la Sicilia che sposa il futuro, così come ha fatto con 3 Sun, l'accordo di Sharp-Enel-St per il fotovoltaico a Catania. E a questo punto la Regione dovrebbe decidere cosa fare per il progetto della ErgShell a Priolo per il secondo rigassificatore siciliano, perché non si capirebbe come mai ci sia il sì per Porto Empedocle e il «ni» per Priolo. La Sicilia ha il grande vantaggio di essere al centro del traffico navale nel Mediterraneo come avveniva nei secoli scorsi. Bisogna avere il coraggio di puntare su questi nuovi insediamenti industriali perché la Sicilia ha assoluta necessità di lavoro e di investimenti produttivi. Il rigassificatore di Porto Empedocle in questo senso è un bel segnale. 21072011
SICILIA - Consiglio di Stato. Rigassificatore empedoclino ora è via libera
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell'Enel per il rigassificatore di Porto Empedocle, bocciato dal Tar. Il progetto, che prevede la realizzazione di un impianto per lavorare 8 miliardi di metri cubi di gas all'anno, sarà realizzato in 4 anni e mezzo. La localizzazione dell'impianto è stata criticata dagli ambientalisti, ma l'Enel sostiene che sarà realizzato in una zona di industrie dismessa e lontana da civili abitazioni. Il progetto è visto come un passo avanti per lo sviluppo economico e occupazionale della Sicilia, che ha assoluta necessità di lavoro e investimenti produttivi.
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