SOPRINTENDENZA Non avrà il posto di soprintendente, ma almeno punta a prendersi i soldi. Vittorio Sgarbi, dopo la bocciatura del suo ricorso da parte del tribunale del lavoro di Roma (e relativa condanna a pagare le spese legali), si appresta infatti a chiedere al ministero dei Beni culturali circa 150 mila euro di arretrati per i mesi in cui ha comunque svolto il ruolo dirigenziale al Polo Museale di Venezia. Lo annuncia il suo legale, l'avvocato Giampaolo Cicconi: «È vero che il ricorso di urgenza di Sgarbi per la nomina al Polo museale è stato respinto - spiega Cicconi - ma il giudice del lavoro nel suo provvedimento non ha escluso il diritto di Sgarbi ad essere pagato dal ministero dei Beni culturali per l'attività prestata dal giugno 2010 al febbraio 2011. La somma dovuta, ad oggi, è di circa 150 mila euro, come da contratto firmato dall'ex ministro Sandro Bondi». Il contratto, spiega l'avvocato, prevedeva circa 10 mila euro al mese più le indennità. Ad oggi, sottolinea il legale, «Sgarbi ha ricevuto dal Mibac solo un pagamento di 117,36 euro, sotto la voce "arretrati stipendio giugno 2010" per i giorni dall'1 al 2 giugno». Ora sarà interessante vedere chi eventualmente dovrà pagare la somma richiesta, visto che la nomina di Sgarbi a Venezia era stata fortemente voluta dall'allora ministro Bondi nonostante le perplessità della struttura amministrativa del Ministero.
Sgarbi chiede al ministero 150mila euro di arretrati
Il soprintendente Vittorio Sgarbi, dopo la bocciatura del suo ricorso da parte del tribunale del lavoro di Roma, si appresta a chiedere al ministero dei Beni culturali circa 150 mila euro di arretrati per i mesi in cui ha comunque svolto il ruolo dirigenziale al Polo Museale di Venezia. Il contratto prevedeva circa 10 mila euro al mese più le indennità. Sgarbi ha ricevuto solo un pagamento di 117,36 euro, sotto la voce "arretrati stipendio giugno 2010". Il ministero dei Beni culturali dovrà decidere se pagare la somma richiesta.
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