Bloccate le concessioni gratuite di teatri e siti monumentali. Si paga anche per mettere le foto nei manifesti PALERMO. L'ultimo caso in ordine di tempo è quello di una società francese che ha inserito in alcuni manifesti l'immagine della Zisa di Palermo. Alla Regione hanno preso carta e penna e hanno ricordato all'azienda che l'uso di immagini dei beni culturali siciliani non è gratuito. Si paga per una riproduzione e si paga anche per rappresentazioni artistiche nei teatri in pietra siciliani o nei siti storici. Tutto ciò, Gesualdo Campo, direttore del dipartimento Beni culturali, ha messo per iscritto in una circolare inviata ai vertici delle sovrintendenze che dall'inizio dell'estate hanno fatto piovere sull'assessorato decine di richieste di gratuita concessione di teatri e siti monumentali. Un espediente per far risparmiare a organizzatori di mostre, concerti, spettacoli e spot pubblicitari cifre che partono da un minimo di 500 euro al giorno a cui va sommato almeno il 3 degli incassi. E a pagare questa concessione devono essere non solo i privati ma anche gli enti pubblici. Che devono anche risarcire la Regione dei mancati incassi durante il periodo di chiusura del sito. La circolare di Campo arriva dopo alcuni casi che hanno riguardato il sito di Tindari e il Castello Maniace di Siracusa e punta a stoppare ogni nuova concessione gratuita: «Le sovrintendenze evitino di inoltrare istanze di concessione a titolo gratuito con espressione di avviso favorevole» scrive il dirigente. In caso contrario Campo ricorda che «si incorre in danno erariale». Dall'utilizzo occasionale dei beni culturali l'assessorato punta a ricavare introiti. È in fase di definizione un tariffario che aumenta tutti gli attuali canoni concessori. «l'Unica eccezione - precisa l'assessore Uccio Missineo -è quella della concessione del patrocinio da parte della Regione che, in questo caso, trasforma l'incentivo economico in concessione gratuita del sito».