Erano state raccolte seimila firme da varie associazioni Parere negativo della Regione. Il comitato: «Siamo delusi» Il presidente Sammuri: «Avevo perplessità, ma questa azione è comunque un richiamo a limitare l'antropizzazione» Il Parco regionale della Maremma non sarà ampliato. I confini resteranno quelli attuali: Talamone a sud, la foce dell'Ombrone a nord. La regione Toscana ha bocciato, infatti, la proposta di un comitato promotore (sostenuto da Italia Nostra, Forum e associazioni ambientaliste di Grosseto e Firenze) che negli ultimi 2 anni aveva lavorato ad una legge di iniziativa popolare finalizzata a creare un grande Parco costiero, da Capalbio a Follonica. Il parere non favorevole è arrivato dalla commissione territorio e ambiente presieduta da Vincenzo Ceccarelli (Pd). «Apprezziamo l'entusiasmo e l' impegno profuso - si legge in una nota - ma dobbiamo evidenziare che la proposta investe zone già protette, ponendo l'accento su una necessità di non cementificazione che ci vede tutti d'accordo. In tema di protezione e limitazioni all'edificazione non abbiamo mai abbassato la guardia, ma sono altri gli strumenti da poter utilizzare. Ci sono leggi vigenti che possono essere chiamate in causa. Tra queste, la legge 1 del 2005 sul governo del territorio». Per Andrea Agresti (consigliere regionale Pdl, espressione del territorio e vicepresidente della commissione) la proposta è «paradossalmente illogica se si considera il contesto in cui si intende intervenire. Il testo, infatti, manifesta una sensibilità ambientale che indubbiamente fa onore agli scriventi, ma si dimentica che la Maremma è già uno dei territori più tutelati della Toscana e si mantiene così nel tempo per una endemica cultura di protezione ambientale che è insita nella cittadinanza». Daniela Pasini, presidente del Comitato, si definisce "molto delusa", in primis per il mancato accoglimento della proposta, ma soprattutto per la superficialità dimostrata. «L'idea, a cui avevamo lavorato a lungo - seimila le firme raccolte - era quella di allargare l'area protetta dell'Uccellina sottoponendo ogni altro strumento di gestione e pianificazione al Piano del parco e coordinando efficacemente, sotto un unico strumento di pianificazione, i più importanti processi di tutela ambientale e di sviluppo della costa maremmana. Si parla, infatti, di uno dei complessi territoriali costieri più pregiati dal punto di vista ambientale e paesaggistico, con una grande potenzialità di sviluppo sostenibile per la popolazione». Infine il presidente Giampiero Sammuri. «Alzare il livello di protezione a zone costiere al di fuori dell'attuale perimetro del parco, come ho detto anche al Comitato, è cosa lodevole. Sul contenuto della proposta (l'ampliamento dei confini), però, ho sempre avuto delle perplessità. Secondo il Comitato il parco allargato avrebbe dovuto adottare criteri di tutela differenziati rispetto alle aree esclusivamente o prevalentemente naturalistiche entrando in conflitto con leggi dello Stato. Penso per esempio alla pratica della caccia ma anche ad altri aspetti di carattere tecnico. Resta il fatto che l'azione messa in atto dai seimila cittadini, con in testa alcune associazioni ambientaliste, può rappresentare un richiamo forte a contenere il processo di antropizzazione e l'eccessivo utilizzo edificatorio». Per Sammuri l'unico ampliamento del Parco, in un ragionamento di tutela, è quello a mare. Per la cronaca forti perplessità erano emerse, seppure mai manifestate, da parte di sindaci e amministrazioni locali interessate dalla nuova perimetrazione.
ALBERESE. Il parco della Maremma non sarà allargato no alla proposta popolare
La regione Toscana ha bocciato la proposta di ampliare il Parco regionale della Maremma, che era stata avanzata da un comitato promotore di associazioni ambientaliste. La commissione territorio e ambiente ha espresso un parere negativo, considerando che la proposta investe zone già protette e potrebbe entrare in conflitto con leggi dello Stato. Il comitato promotore ha raccolto seimila firme, ma il presidente della regione ha affermato che l'unico ampliamento del Parco è quello a mare, e che la proposta era "paradossalmente illogica". Le associazioni ambientaliste hanno espresso delusione e critiche per la superficialità dimostrata dalla regione.
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