Non pago di mesi di rinvii e di proroghe, il governo ha pensato anche per un po' a allungare di nuovo il condono edilizio. Ma ora vuol far di più. Il governo vuole ora impugnare davanti alla Corte costituzionale le leggi regionali sul condono edilizio di Toscana ed Emilia Romagna. Lo ha riferito il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, a margine dei lavori sulla finanziaria in Senato. La questione è stata trattata nel Consiglio dei ministri, ha aggiunto Giovanardi, ed è stato confermato che non ci sarà alcuna proroga. Il termine per le domande del condono edilizio scade ora. «Errare è umano, perseverare è diabolico. Il governo, cercando disperatamente di raggranellare qualche lira, torna allo scontro con le Regioni: immemore delle esperienze passate e della recente bocciatura della Corte in merito allo Statuto toscano. È il comportamento di chi non sa più che pesci pigliare», ha detto Ermete Realacci, dell'esecutivo della Margherita. Quanto alla proroga dei termini, «speriamo davvero non si tratti d'un dejà vu - ha detto Realacci a commento del fatto che nel Consiglio dei ministri di oggi non se ne è discusso - Non vorrei davvero dover assistere a scene già vissute: come quando Berlusconi sostenne che il condono edilizio è una ipotesi sconosciuta al governo e di cui il governo non ha mai neppure ipotizzato l'esistenza». Al condono sono contrari anche molti comuni, come quello di Roma, dove le domande sono addirittura 57.500. «Questo si è verificato anche nei precedenti due condoni - ha ricordato l'assessore capitolino all'urbanistica Roberto Morassut - e si spiega con il fatto che Roma è il comune, con i suoi 129 mila ettari di cui i 23 sono di campagna, ha il territorio amministrato più grande d'Europa». L'assessore ha ribadito ancora di più la contrarietà dell'amministrazione comunale a questo provvedimento, «che danneggia il territorio e danneggia i comuni dal punto di vista finanziario, perché li costringe ad investire risorse nelle urbanizzazioni, che sono pari a tre volte gli incassi derivanti dai condoni, e perché premia la rendita speculativa a danno di chi costruisce nel rispetto del piano regolatore».
Condono, al governo non piacciono le leggi di Toscana e Emilia
Il governo ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale le leggi regionali sul condono edilizio di Toscana ed Emilia Romagna. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, ha confermato che non ci sarà alcuna proroga del termine per le domande del condono edilizio. Il governo ha cercato di raggranellare qualche lira, tornando allo scontro con le Regioni. Molti comuni, come quello di Roma, sono contrari al condono edilizio a causa del suo impatto negativo sul territorio e sulle finanze locali. L'amministrazione comunale di Roma ha ribadito la sua contrarietà al provvedimento, che danneggia il territorio e premia la rendita speculativa.
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