Reagisce alla sua maniera. E cioè alla Sgarbi. Prima di calmarsi e capire che non di delitto di lesa maestà (la sua) si tratta ma del generale convincimento che la Biennale diffusa meritava un'immagine migliore. Dice il critico d'arte: «Non si possono fare paragoni, Venezia ha 20 milioni di turisti, Trieste è una realtà piccola.... Vorrei sapere, ad esempio, quanti giapponesi vedete dalle vostre parti, si tratta di realtà non paragonabili... Il Porto Vecchio va bene, simbolicamente e come location, e personalmente sono più che soddisfatto dalle prime cifre sull'affluenza». Il discorso di Sgarbi è lineare. L'operazione Biennale diffusa nasce per espandere e portare anche in zone inimmaginabili un certo messaggio d'arte, «ma è chiaro che 30 padiglioni dissimili non possono avere lo stesso successo». Pur confermando di vedere in quella triestina la migliore delle sue creature, Sgarbi ricorda comunque di aver visto a Reggio Emilia e Mantova artisti molto significativi. E, in termini di numeri, offre una lettura molto particolare. «Se alla fine su 20 regioni avremo ottenuto una media di 20mila spettatori il conto finale parlerà di 400mila visitatori, che non mi pare dato trascurabile». Resta il discorso del marketing carente. E della Regione inesistente. Ma stavolta Sgarbi non parte a spada sguainata, sembra più rilassato. «Ho ottenuto un'attenzione dall'assessore De Anna, ed è già qualcosa. Ma se, parlando di contributi, lo danno a babbo morto è chiaro che servirà a poco». E qui scatta l'asso nella manica. Che, assicura Sgarbi, potrebbe essere una semplice operazione che coinvolga le scuole medie e superiori. «Fino a settembre mi sta bene il turismo estivo, ma dopo non si possono fare promozioni nelle scuole del Friuli Venezia Giulia? Proporre un pacchetto che abbini, ad esempio, la Biennale col poco conosciuto Museo della civiltà istriana e dalmata? Credo si arriverebbe facilmente a 100mila ingressi e nella fase agostana si potrebbero soltanto fare delle affissioni, limitandosi a chiedere un contributo di 20-30mila euro». Dopo aver suggerito alla Regione «di avere un atteggiamento più propositivo», Sgarbi si sofferma sulle locali "miserie". «Servirebbe un punto di ristorazione, non è possibile che vendere un paio di panini e coca cola diventi un affare di Stato. Manca la licenza? Portino un pullmino itinerante, con i wurstel, ma per carità...».
Trieste. Sgarbi: Scolaresche in Porto Vecchio
Il critico d'arte Sgarbi ha espresso le sue opinioni sulla Biennale di Venezia, affermando che la manifestazione non è stata sufficientemente promossa e che la sua immagine è stata danneggiata. Sgarbi ha anche criticato la Regione del Friuli Venezia Giulia per non aver fatto abbastanza per promuovere la Biennale. Tuttavia, il critico ha anche suggerito di utilizzare la Biennale come strumento di promozione per le scuole medie e superiori, proposto che potrebbe aumentare gli ingressi e generare entrate per la Regione. Sgarbi ha anche parlato della mancanza di punti di ristorazione nella zona della Biennale, suggerendo l'introduzione di un pullmino itinerante con cibo e bevande.
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