Abbattuto il «muro» del Porto Vecchio e allestita seppure in fretta e furia una mostra di respiro internazionale nel magazzino 26, adesso la Biennale diffusa deve essere gestita come un orto che deve essere bagnato e curato ogni giorno. Per Trieste e per il rilancio del Porto Vecchio questa è un'occasione troppo importante che non va assolutamente sprecata, anzi va alimentata e promossa adeguatamente in regione e anche fuori per calamitare quei visitatori che scarseggiano dopo l'incoraggiante afflusso delle prime giornate. Se il bilancio i127 novembre alla chiusura della mostra, sarà modesto torneranno fuori le cassandre, riprenderà vigore quel partito del "no se pol" che per anni ha bloccato ogni nuova iniziativa a Trieste. Troverebbe un comodo alibi. Per questo la Biennale va sostenuta.
L'occasione che Trieste non può perdere
Abbattuto il muro del Porto Vecchio e allestita seppure in fretta e furia una mostra di respiro internazionale nel magazzino 26, adesso la Biennale diffusa deve essere gestita come un orto che deve essere bagnato e curato ogni giorno. Per Trieste e per il rilancio del Porto Vecchio questa è un'occasione troppo importante che non va assolutamente sprecata, anzi va alimentata e promossa adeguatamente in regione e anche fuori per calamitare quei visitatori che scarseggiano dopo l'incoraggiante afflusso delle prime giornate. Se il bilancio i127 novembre alla chiusura della mostra, sarà modesto torneranno fuori le cassandre, riprenderà vigore quel partito del "no se pol" che per anni ha bloccato ogni nuova iniziativa a Trieste. Troverebbe un comodo alibi. Per questo la Biennale va sostenuta.
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