La Regione si decide a fare dietrofront, l'assessore alla Cultura prepara una variazione di bilancio. Bassa Poropat: i tempi erano troppo stretti Bella ma sconosciuta. Accattivante ma solo per pochi. Sottovalutata, quantomeno. La Biennale diffusa del Magazzino 26, secondo una tradizione tipicamente (orgogliosamente?) triestina è già nel mirino. Per l'impatto, diciamo così, relativo avuto in termini di affluenza e, soprattutto, per la scarsissima promozione avuta. Ma si poteva fare di più per una rassegna che è stata praticamente allestita in un mese, varchi stradali compresi? «Ritengo di sì - sottolinea Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della Provincia - anche se bisogna ammettere che i tempi non erano tali da consentire interventi più significativi. Non dimentichiamoci che eravamo in piena campagna elettorale, tutti. È chiaro che più di tanto non si sarebbe riuscito a ottenere, e che le variazioni di bilancio sarebbero state impossibili. Tutto è stato fatto in tempi molto veloci, ma sicuramente a scapito di una promozione che avrebbe richiesto ben e risorse economiche...su richiesta siamo intervenuti sui bus navetta - continua la Poropat - non con grande facilità ma nell'ottica di uno spirito collaborativo. Comunque lo ribadisco: la pubblicità richiede ben altre risorse e professionalità, e in tal senso l'assenza della Regione ha pesato, e quindi con le ristrettezze di risorse è stata fatta comunque una grande cosa». La Regione, da qualsiasi punto la si guardi, sconta in effetti colpevoli assenze. Passi per la programmazione degli spettacoli, dirottata in blocco su Udine, Villa Manin e Tarvisio senza che si alzasse neanche un respiro dai triestini della maggioranza, ma l'aver ignorato la Biennale triestina fa pensare. Anche perchè il contributo non avrebbe superato i 50mila euro. Briciole. L'assessore competente, De Anna, aveva promesso di prendere in mano la vicenda dopo una visita alla rassegna triestina. Dove non l'hanno ancora visto. «Sto lavorando sulle variazioni di bilancio - assicura - e pensavo di andarci oggi (ieri ndr) ma non ce l'ho fatta. Domani sarò a Venezia, giovedì a Roma per i progetti interreg Italia-Slovenia... Ho chiesto al consiglio regionale di occuparsene, e se il consiglio non avrà niente in contrario io sicuramente non mi metterò di traverso per i contributi...». «C'è tempo fino a novembre - interviene la Bassa Poropat - e mi auguro arrivi una promozione più significativa. Mi sarei augurata che fosse inserita tra tutto quello che si fa nel periodo estivo, ma non è stato così. Non so per quali motivi la Regione non abbia voluto intervenire, anche se fosse stata una mostra di non eccellenza sarebbe stato un segnale di sostegno, col simbolismo del Magazzino 26, ma qualcuno non ha voluto recepire. Almeno è apprezzabile che si sia fatto in tempi così brevi, non ci avrei scommesso un euro». «Ristorazione fino a mezzanotte» Ai margini della polemica sull'avvio della Biennale diffusa emerge un altro problema. Lo solleva Bruno Vesnaver, titolare dell'unica licenza per la somministrazione di bibite e snack all'interno del Magazzino 26. Che, a quanto pare, è troppo restrittiva. «Si vuole rivitalizzare l'area, si vuole tornare nell'ottica del recupero di una parte importante della città? Bene - sottolinea il ristoratore - allora mi sfugge il perchè non ho avuto finora risposte dal Comune in merito al semplice prolungamento dell'orario di lavoro dalle 21 alle 24. In questa maniera molti triestini potrebbero, anche dopo la chiusura dell'esposizione, rimanere per un po' in zona gustandosi la straordinaria bellezza del Porto Vecchio e delle sue vedute».
Biennale Trieste. De Anna: sto lavorando per i soldi alla Biennale
La Regione ha deciso di fare dietrofront e ha preparato una variazione di bilancio per la Biennale diffusa del Magazzino 26. L'assessore alla Cultura, Maria Teresa Bassa Poropat, ha spiegato che i tempi erano troppo stretti per intervenire con interventi più significativi, ma ha comunque fatto varie cose, come intervenire sui bus navetta. La Poropat ha anche affermato che la Regione ha scontato colpevoli assenze, come l'aver ignorato la Biennale triestina e non aver fornito un contributo sufficiente. Ha anche promesso di lavorare sulle variazioni di bilancio e di cercare una promozione più significativa per la Biennale.
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