Delibere. L'ultima delibera pubblicata sul Burc desta viva preoccupazione a Palazzo Serra di Cassano. E il timore d'una nuova delusione dopo le molte del passato Come tutti i grandi istituti di cultura in Europa, l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici è nato intorno a una biblioteca. Prima che Palazzo Serra di Cassano diventasse la sede dell'Istituto, il nucleo dell'odierna biblioteca si trovava in una sala nella dimora del fondatore e presidente dell'Istituto, in viale Calascione. Lì si incontravano allora i giovani studiosi italiani con i grandi pensatori che l'avvocato Gerardo Marotta aveva chiamato a Napoli da tutte le parti del mondo. Le riprese fotografiche, che ormai sono passate alla storia, documentano quei memorabili incontri con Hans-Georg Gadamer, Konrad Gaiser, Karl-Heinz Ilting, Karl Otto Apel, Emilio Segrè, Eugenio Garin, Norberto Bobbio e tanti altri. Nel 1975 era nata nel cuore di Napoli questa accademia che presto avrebbe ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. La città di Napoli, che nella prima metà degli anni '7o somigliava culturalmente a un deserto, ebbe di colpo un nuovo slancio. È difficile credere che i napoletani abbiano dimenticato le splendide iniziative che caratterizzavano già i primi annidi vita dell'Istituto. Le attività non si limitavano ai seminari con i grandi filosofi europei o ai primi ambiziosi progetti di ricerca, ma coinvolgevano anche il grande pubblico con mostre all'Accademia delle Belle Arti su Goya, Callot, Klimt, Schiele, Grosz e Dix. Fu la prima volta che si organizzarono a Napoli mostre sull'espressioni-smo. Tutto questo, però, fu solo l'inizio. Nel 198o l'Istituto fondò la Scuola di Studi Superiori, e con l'insediamento a Palazzo Serra di Cassano cominciò un'intensissima attività internazionale, convegni e seminari cui hanno partecipato vari premi Nobel, eminenti studiosi di scienze naturali e i principali autori della filosofia contemporanea. A partire dal 1993, l'Istituto ha creato nel Mezzogiorno più di 200 Scuole di Alta Formazione e numerose biblioteche. In molte province, i seminari, le conferenze, mostre e presentazioni dell'Istituto costituiscono l'unico programma culturale. In tutti questi anni è cresciuta la biblioteca dell'Istituto col continuo arrivo di nuovi fondi librari. L'anno scorso gli eredi di Ernst Alexander Rauter hanno affidato all'Istituto il lascito e la biblioteca del noto scrittore austriaco, protagonista degli anni '60 e '70 in Germania. Alla vastissima collezione di libri rari si aggiungono le ricerche pubblicate dall'Istituto in 4.000 volumi. Più di 250 mila volumi attendono dunque adeguata sistemazione. Il 27 giugno è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania una delibera della giunta regionale riguardante la biblioteca dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici che ci pone davanti a molti interrogativi. Il testo della delibera sembra riprendere il percorso amministrativo che dopo lunghi annidi dibattiti e trattative aveva portato a risultati definitivi, ma leggendo il documento attentamente ci si rende conto che la nuova delibera è in contraddizione con alcuni punti fermi che stavano alla base di tutte le precedenti delibere in cui era sempre citato soltanto un centro di ricerca dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e mai si era parlato di una biblioteca per «i volumi che obbligatoriamente vengono trasmessi in copia alla Regione Campania da editori e aziende tipografiche», una biblioteca nella quale poi, magari, ci sarebbe anche spazio per i libri dell'Istituto! Come si deve intendere questo passo della delibera? Si deve temere che vi siano state inserite formulazioni che potrebbero stravolgere il progetto originale, al fine di occupare una porzione dei locali e deviare anticipatamente parte dei fondi europei già destinati alla realizzazione della biblioteca dell'Istituto? Quando l'avvocato Marotta cominciò a investire il patrimonio della sua famiglia in questo Istituto aveva una visione della fisionomia e della funzione che l'istituzione avrebbe dovuto avere. Fin dall'inizio era stata progettata, a fianco all'Istituto con le sue sale di conferenze e di seminari, la costituzione di una grande biblioteca nonché di un laboratorio e di una foresteria per ricercatori e studiosi italiani e stranieri. Questo centro di eccellenza doveva nascere nel complesso dei Girolamini. Tutto era già avviato quando ci fu il terremoto del 1980 e i senzatetto occuparono i locali già destinati all'Istituto. Se fossimo superstiziosi, ci sarebbe da credere nella magia nera. Vuoi per calamità naturale, vuoi per avverse costellazioni politiche e sociali, sempre spunta un munaciello che all'ultimo momento guasta tutto. Dopo l'occasione perduta di realizzare un centro di ricerca nel chiostro dei Girolamini, e dopo il fallimento del progetto di una grande biblioteca nel complesso vanvitelliano dell'attuale Caserma Bixio, sono stati individuati i locali ex-Coni in piazza Santa Maria degli Angeli per la realizzazione della biblioteca dell'Istituto. Ma anche stavolta pare sfumare il sogno di poter dare alla città, alla Regione e al Paese una biblioteca unica del suo genere. Forse non a caso la delibera è stata decisa qualche giorno prima del convegno su «I beni culturali come beni comuni dell'umanità e fondamento dello Stato: la biblioteca dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e la formazione delle nuove generazioni». Studiosi di fama internazionale, come Irving Lavin dell'Institute for Advanced Study di Princeton, Sebastian Schütze dell'Università di Vienna, Remo Bodei dell'Università della California e Nuccio Ordine dell'Università della Calabria si sono incontrati il 24 giugno a Palazzo Serra di Cassano per discutere con ricercatori partenopei e amministratori come Nino Daniele sulla situazione dei beni culturali in genere e sulla delicata questione della biblioteca dell'Istituto in particolare. Nell'attuale situazione occorre un diretto confronto tra il presidente dell'Istituto e il presidente della Giunta Regionale. Stefano Caldoro ha dimostrato di essere un attento amministratore, di avere proprie idee e senso di responsabilità. Ci si augura una sua presa di posizione anche in questa vicenda. Sarebbe «un grande scandalo se si prolungasse la via crucis della sistemazione della meravigliosa biblioteca dell'Istituto», ha detto Irving Lavin. E Remo Bodei, che da molti anni dà sostegno alle attività dell'Istituto, ha insistito sull'urgenza di risolvere il problema della biblioteca per evitare la perdita di un patrimonio inestimabile. Purtroppo la nuova delibera, anziché essere la risposta tanto attesa, sembra voler prolungare il calvario dei libri dell'Istituto, denunciato già da tanti illustri rappresentanti della cultura di tutto il mondo. Ma non si abbasserà l'attenzione della comunità internazionale per le vicende dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e della sua biblioteca che da più di sedici anni è in attesa di una sistemazione dignitosa, coerente col prestigio di un'accademia che in 36 anni di attività ha stretto legami con tutte le principali istituzioni internazionali.