Il progetto. Realizzato con otto milioni di euro in «project financing», al posto di un vecchio deposito Atac inutilizzato da anni Non solo arte. Oltre allo spazio espositivo su due piani, ospiterà una libreria, negozi, un ristorante, un garage sotterraneo e una nuova piazza Quadri, sculture, gioielli. Ma anche presentazioni di libri. E spettacoli teatrali, balletti, concerti. Sorpresa: a Ostia sta per essere inaugurato un museo. L'obiettivo è farne una specie di «Maxxi», seppure un po' più piccolo. La costruzione sta a due passi dal mare e il finanziamento è stato tutto privato. Il sistema usato è quello del «project financing», vale a dire che l'opera pubblica viene costruita con soldi che arrivano da imprenditori che poi si ripagano con la gestione dell'idea. L'edificio, due piani su terreno di proprietà comunale, nascerà al posto di un deposito Atac inutilizzato da anni. Anche per le valanghe di proteste arrivate da chi ha sopportato a lungo lo sferragliamento dei bus che la notte rientravano nella rimessa. Insomma: al posto del parcheggio dei torpedoni arriveranno un immenso spazio espositivo, una galleria d'arte, una libreria, negozi, ristorante e un garage sotterraneo. Prevista anche una nuova, grande e arieggiata «piazza» cittadina semicoperta - sistemata al primo piano della struttura - il cui nome sarà individuato nelle prossime settimane dal municipio XIII. Più che un investimento - peraltro affatto disprezzabile, la spesa complessiva assomma a circa 8 milioni di euro - la costruzione dell'Ex De Pò (nome che viene da una specie di scherzoso acronimo tra le parole-chiave «ex deposito» ed «expò») equivale a una vera e propria scommessa: quella di guadagnare con la cultura. L'ex rimessa Atac si trova in corso Duca di Genova, la strada attorno alla quale è nato lo sviluppo urbanistico di Ostia. A un tiro di schioppo da quel che diventerà il polo museale, svettano opere citate in tutti i libri di architettura. Dall'ufficio postale progettato da Angiolo Mazzoni - era il 1934, e mezzo secolo dopo quel colonnato razionalista venne dichiarato monumento nazionale - al padiglione della Vittorio Emanuele, primo modello nazionale di «colonia marina» per scolari delle elementari griffato da un'altra archistar del primo dopoguerra, Marcello Piacentini. Opere alle quali ora si aggiunge il «fratellino minore» del Mazzi romano. L'inaugurazione del progetto decollato all'epoca della giunta Veltroni - era il 2002 quando venne messa a bando la proposta di recupero dell'ex deposito dei bus - e atterrato con quella Alemanno è imminente, prevista per questo autunno. Trovare l'equilibrio per far combaciare costi e ipotesi di reddito è stato piuttosto complicato. La soluzione escogitata rappresenta un inedito, nel rapporto tra pubblica amministrazione e imprenditoria: ai concessionari - i costruttori Pierluigi e Antonio Properzi che hanno vinto il bando capitolino - il Campidoglio ha dato la possibilità di realizzare nel piano interrato 2500 metri quadrati di box auto e negozi. Inoltre i «proprietari» avranno un diritto quarantennale sulla gestione del centro, tra cui il parcheggio a pagamento (circa 1400 mq), caffetteria-book-shop e spazio espositivo. Naturalmente «l'impresa» più difficoltosa sarà quella di far marciare per bene l'aspetto culturale dell'Ex De Pò. «Le idee sono tante - spiega uno dei progettisti, l'architetto Fabrizio Properzi, assieme a Dario Imbò e Andrea Pozzi fondatore del team Structura che gestisce un chiosco a Focene, il «Waterfront», piaciuto anche a Renzo Piano - e mescolano valorizzazione del litorale e internazionalizzazione dell'offerta». Accanto alla promozione delle attività culturali di Ostia, il «nocciolo duro» del progetto sarà l'inserimento nel programma culturale dei grandi eventi romani: l'obiettivo sarà portare a Ostia alcune grandi opere in chiusura o in apertura delle grandi mostre della Capitale. Missione non impossibile, visto che il tamtam dell'imminente inaugurazione sta moltiplicando «le richieste di collaborazioni da operatori culturali, sia dall'Italia che dall'estero».