Dalle imprese alla cultura 2,5 miliardi ogni anno Parla Ruberti: «Fisco più semplice per favorire le donazioni» Si riuniscono oggi a Roma, a palazzo Barberini, nell'assemblea annuale i 180 soci di Civita, associazione non profit che dal 1987 mette in comunicazione pubblico e privato nei settori della cultura e dell'ambiente e dove quasi la metà degli associati sono aziende laziali. Il gruppo Civita, composto dall'associazione (con bilancio da 5 milioni proveniente per il 70 da quote associative, il resto da contributi istituzionali e da associati che sostengono singoli progetti) e da un braccio imprenditoriale Civita Servizi (nel 2010 un bilancio consolidato di circa 6o milioni, quadruplicato in due anni grazie a nuove acquisizioni) prevede di crescere ancora fino a 65 milioni nel 2011. «Oggi ci sediamo attorno a un tavolo con i principali soggetti pubblici e privati, col ministro Galan insieme al nostro presidente Antonio Maccanico e al presidente onorario Gianni Letta - spiega il segretario generale Albino Ruberti - per presentare il bilancio e un preconsuntivo 2011 e aggiornare gli associati sulle nuove attività. Partiremo dai dati di un nostro studio secondo cui in Italia le imprese contribuiscono agli interventi per la cultura e la valorizzazione del territorio per circa 2,5 miliardi l'anno». Ciò a cui punta l'associazione non è solo incentivare sponsorizzazioni, concetto superato secondo Ruberti, ma soprattutto creare sinergie che coinvolgano soggetti privati in tutta la filiera produttiva: «Parliamo - prosegue Ruberti - di forme di project financing, vere cooperazioni vantaggiose per tutti. Cito l'esempio di Enel, una delle nostre aziende associate, nel Museo Macro. C'è un patto pluriennale che consente a Enel di organizzare le proprie attività d'arte all'interno del museo, con una condivisione della programmazione e una sala Enel dedicata. È un'azienda che sposa una proposta in modo non episodico, ma strutturato. Ne trae vantaggio in un'ottica di progettualità specifica connessa ai valori aziendali, e il museo ne ricava sicurezza economica e sostegno anche in termini di produzione culturale perché le opere di Enel Contemporanea vengono acquisite dalla collezione permanente». Altro esempio interessante è quello che, grazie a Civita, porta avanti Allianz con "6artista" un concorso che sostiene la formazione di giovani artisti per sei mesi all'interno della factory creativa Pastificio Cerere e un periodo di soggiorno in Francia presso la Cité Internationale des Arts. Ruberti spiega che Civita continuerà a pungolare le istituzioni per nuove regole di sistema come la questione degli incentivi fiscali e di snellimento delle procedure a favore della deducibilità: «Non parliamo solo delle imprese, ma anche dei singoli. Da cittadino non posso fare una donazione direttamente a un museo, devo rivolgermi al Ministero e seguire un complicatissimo iter. Servono dunque margini di maggiore autonomia e anche di trasparenza per avere la certezza della finalità del sostegno economico. Sull'obiettivo della piena deducibilità da parte delle imprese conclude - vogliamo convincere i governi che il consequenziale minor gettito fiscale è un percorso che genera maggiori introiti da altre porte d'ingresso».