Di Grazia: «Urbanistica affossata»; Ravenni: «Fatte molte cose» LUCCA. Prime risposte agli interrogativi posti domenica dal nostro giornale alle strategie per arrestare il declino della nostra città e per risolvere la paralisi amministrativa. Un'analisi che viene condivisa da alcuni e respinta da altri. Tra i primi c'è Mauro Di Grazia, ex assessore all'urbanistica della giunta Lazzarini; tra i secondi Franco Ravenni, coordinatore provinciale del Pdl. Da rilevare che i giudizi si diversificano, anche all'interno di una stessa forza politica. Di Grazia. A giudizio di Di Grazia, «la forte denuncia sul declino di Lucca - suffragata da molteplici evidenze e dal senso comune - è talmente chiara e condivisibile che richiede solo qualche chiosa. Intanto va sottolineato che il declino si iscrive in un contesto nazionale altrettanto drammatico, la cui gravità è pesantemente accresciuta da un governo e da un premier privi di ogni credito internazionale. Siamo all'epilogo di un'era, quella berlusconiana, che anche a Lucca ha celebrato i suoi fasti e le sue sconce commedie. Come dimenticare le accoglienze trionfali della classe dirigente locale - politica e non, spesso ancora attiva e operante - al grande venditore Fiorani? «Le conseguenze di oggi sono tutte ascritte nell'ottundimento e nella cecità di allora. Se oggi la Cassa lucchese è una sub-area della Lodi, piangere sul latte versato è inutile. Servirebbe piuttosto individuare chi ne ha tratto beneficio personale, senza battersi per difendere le ragioni del territorio e nascondendosi dietro un colpevole silenzio. Quanto alla Cassa, non è tanto l'umiliazione subita, quanto il venir meno dell'ultimo tenue legame con un territorio che, nonostante tutto, manifesta ancora segni di vivacità economica e amministrativa. «E come non ricordare, sempre a proposito dell'era berlusconiana a Lucca, i conflitti di interesse e la commistione affari personali e politica, saldamente fondati sul mattone e sviluppati dall'era Fazzi in poi, fino all'emergere del verminaio di questi giorni? Il rinascimento di Fazzi all'insegna della più sfrenata cementificazione ha segnato per sempre la nostra città e la felpata prosecuzione di Favilla testimonia che la città ha perso ogni autonomia ed è (stata) gestita da poteri forti talvolta estranei al suo stesso territorio. Ho un lucido ricordo personale di Favilla, quando nel 1998 attaccò a testa bassa, con virulenza inusitata, il piano Insolera, centrato sulla salvaguardia del patrimonio esistente. Quel piano fu messo in soffitta e le conseguenze si scontano oggi, con 8.000 vani invenduti e aree verdi cancellate. «Che fare, dunque? Intanto bisogna partire da una pacata ma ferma indignazione della società civile, da esprimere, magari, anche in forme creative, come avviene a Parma. E poi costruire una alternativa politica ampia e aperta, coinvolgendo i tanti cittadini onesti, quanti vogliono mettere un argine al degrado fisico e morale della città: come miracolosamente avvenne nel 1994, col sindaco Lazzarini». Ravenni. Di tutt'altro avviso Franco Ravenni. «Quello che sta attraversando il nostro territorio è sicuramente un momento di grandi cambiamenti, ma l'atteggiamento catastrofistico e disfattista non ha mai aiutato in passato e certo non aiuterà oggi. Dico in passato, perché pochi anni fa abbiamo assistito, solo per fare alcuni esempi: alla forte trasformazione della Manifattura Tabacchi e alla chiusura della Cucirini Cantoni. Entrambe impiegavano migliaia di persone da tutta la provincia ed oggi non più: il mercato impone cambiamenti anche all'economia locale e credere che Lucca riesca a stare lontana dal mondo, protetta dalle sue Mura è pura illusione. Certo è necessario operare con convinzione in difesa degli interessi lucchesi, ma il buon governo è quello che riesce anche a fare scelte che guardano al futuro e a dare slancio alla città. «Parlando poi dei punti centrali nel programma elettorale del centrodestra è troppo facile guardare a ciò che ancora non c'è, ma per fare un'analisi onesta si deve guardare anche quello che è stato fatto: il progetto di riqualificazione dell'ex Manifattura Tabacchi e i cantieri del Piuss che stanno per partire con investimenti sul territorio per 50 milioni di euro di fondi pubblici; la firma dell'accordo per la realizzazione della nuova viabilità che dà il via concretamente ad un progetto per cui si è solo parlato per anni; il lancio turistico di Lucca a livello internazionale fra le grandi città d'arte d'Italia con una crescita di ritorno senza eguali che permette di sostenere l'economia locale; la riqualificazione di strade e piazze del centro storico che è visibile a tutti; l'approvazione dei progetti definitivi che presto saranno cantierabili per oltre 20 milioni di euro di nuove fognature; a cui si possono aggiungere la riapertura del Museo Casa Natale Puccini che avverrrà in settembre e l'acquisto dell'ex Scalo Merci Ferroviario, rea