Marinoni: in Italia siamo in ritardo. E gli architetti bravi lavorano poco "Ma i progetti di qualità per le nuove residenze sono solo due su cento" Non diamo indicazioni stilistiche o di morfologia contemporanea o storicistica, ma sollecitiamo linnovazione formale e funzionale Su duemila proposte presentate in un anno e mezzo sono di valore solo cinquanta, il resto trattate come mere pratiche burocratiche Giuseppe Marinoni, architetto e membro della commissione Paesaggio del Comune, docente al Politecnico di Progettazione architettonica, che ne pensa delle ristrutturazioni con abbattimento totale degli edifici? «In Italia siamo in ritardo di dieci anni. Nei Paesi più avanzati dEuropa e nelle città che hanno affrontato la loro modernizzazione, il problema della sostituzione edilizia è accettato. Ma deve essere fatto con regole, principi e soprattutto con una buona architettura». E questa buona architettura cè a Milano? «I bravi architetti lavorano poco. Su circa duemila progetti esaminati dalla commissione Paesaggio dal giorno del suo insediamento, un anno e mezzo fa, quelli di qualità sono non più di cinquanta, cioè il 2 per cento. Questo la dice lunga. Gli altri sono mere pratiche burocratiche. Da noi, purtroppo, presentare un progetto in Comune non è presentare un progetto, ma svolgere una pratica burocratica. Allestero se si vuole sveltire una pratica occorre arrivare con un progetto di qualità, altrimenti langue. E questa è una spinta a far lavorare gli architetti bravi». Voi come vi muovete? «Diamo molti pareri condizionati, chiediamo di cambiare, ogni tanto bocciamo i progetti. Sapendo, però, che la salvezza non può arrivare solo da noi». Quali sono le regole a cui vi attenete? «Facciamo un discorso di morfologia urbana, di forma della città nel suo complesso. Non diamo indicazioni di ordine stilistico, non pensiamo che unarchitettura storicistica sia migliore di una contemporanea. Anzi, sollecitiamo un buon uso dellarchitettura contemporanea di qualità perché è un modo per innovare la compagine urbana complessiva, sia da un punto di vista formale che funzionale. Le nostre città non hanno bisogno di conservazione, tolte certe parti di particolare pregio monumentale, ma di innovazione, nel rispetto dei principi urbani». Ma non si rischia così un florilegio di stili? «La città è plurilinguistica, occorrono più linguaggi architettonici che devono fondarsi su alcuni principi, per esempio devono sapersi confrontare con ciò che sta intorno. È quello che non hanno saputo fare alcuni architetti stranieri intervenuti a Milano. Hanno dimostrato poca sensibilità nellinserirsi in un contesto urbano delicato come quello milanese». E perché non li avete fermati? «I grandi interventi di sviluppo immobiliare non li abbiamo visti. Sono progetti precedenti la nostra nomina». (anna cirillo)
MILANO - Lallarme della commissione Paesaggio
Giuseppe Marinoni, architetto e membro della commissione Paesaggio del Comune, ha espresso preoccupazioni sulla situazione della sostituzione edilizia in Italia. Secondo Marinoni, l'Italia è in ritardo di dieci anni rispetto ad altri Paesi europei e le città che hanno affrontato la loro modernizzazione. I progetti di qualità sono solo il 2% su circa duemila presentati dalla commissione Paesaggio. Marinoni sollecita linnovazione formale e funzionale nella progettazione architettonica e critica gli architetti che lavorano poco e si concentrano su pratiche burocratiche. Marinoni propone di dare più importanza allarchitettura contemporanea di qualità e di innovare la compagine urbana complessiva, nel rispetto dei principi urbani.
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