Raffica di abbattimenti in vista, lo permette la nuova legge Edifici di otto piani eliminati e rifatti con sagoma e facciata diverse Assimpredil: è la strada del futuro Assoedilizia: troppa libertà ai privati La città che cambia non è solo quella dei grandi interventi edilizi, dei grattacieli delle archistar come Zaha Hadid o Libeskind che salgono nellarea della ex Fiera o trasformano la faccia di Porta Nuova, fino alla sede della Regione Lombardia, cresciuta come un fungo in Melchiorre Gioia. Milano muta anche attraverso interventi più contenuti ma radicali da quando, invece che ristrutturarli, i palazzi esistenti si abbattono in toto. Conviene di più e ora anche la legge rende tutto più facile. Per questo non è raro vedere oggi in una via da un giorno allaltro un intero stabile tirato giù e al suo posto un grande spazio vuoto, senza neppure le macerie: un intervento di demolizione fino alle fondamenta che le nuove tecniche allavanguardia permettono di eseguire rapidamente, senza quasi che gli abitanti dei palazzi adiacenti se ne accorgano. Succede nella centralissima via Solferino ma anche tra via Fabio Filzi e piazza Duca dAosta, in viale Monte Grappa e in via California, tanto per fare qualche esempio. Ma di interventi di questi tipo se ne vedranno sempre di più e Claudio De Albertis, presidente di Assimpredil, lassociazione dei costruttori, spiega perché. «Oggi le demolizioni e le ricostruzioni di edifici esistenti rientrano nellambito delle ristrutturazioni sotto il profilo edilizio - dice - . Questo è possibile ora in tutta Italia grazie allapprovazione del decreto Sviluppo di maggio, ma in Lombardia questa norma esisteva già da circa un anno». Abbattere invece che ristrutturare comporta innumerevoli vantaggi. «Si ha la possibilità di cambiare il prospetto, cioè la facciata, e la sagoma delledificio - spiega De Albertis - . Non ci sono vincoli tipologici, non si deve ricostruire la stessa cosa, è meno costoso, si possono distribuire più razionalmente i locali e portare con più facilità ledificio ad essere efficiente dal punto di vista energetico. Questo tipo di rottamazione edilizia è un processo avviato già da tempo nelle altre città del mondo». Loperazione si può fare su stabili datati o relativamente nuovi, i quali devono ovviamente essere vuoti e non avere vincoli monumentali e ambientali. Conviene anche economicamente, visto che oggi «costruire un nuovo edificio signorile può costare circa 1.800 euro al metro quadrato, una ristrutturazione integrale 2.300 euro» aggiunge il presidente di Assimpredil. Ogni nuovo progetto deve passare al vaglio della commissione Paesaggio del Comune che cerca di disciplinare anche questi interventi nel contesto urbano. Lo stabile costruito sulle macerie del vecchio non può far lievitare i metri quadrati, che devono restare quelli di prima, ma può cambiare completamente forma e stile, distribuzione e materiali. E diventare, per esempio, da un ingombro di quattro piani in linea, un grattacielino da otto. Non è convinto che vada poi così bene Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia. «Nel nostro paese si va sempre da un estremo allaltro - esordisce - . Siamo passati dal dirigismo vincolistico dei piani regolatori a una eccessiva liberalizzazione e semplificazione procedurale. Questo rinnovamento sostitutivo risponde anche ad esigenze di tipo economico, rientra nella logica di incrementare la crescita. Ma mentre la conservazione non permetteva di assecondare i processi di rinnovamento urbano, adesso siamo a interventi troppo liberalizzati nelle forme e nei contenuti. Gli estremi non vanno mai bene». Per Clerici «ora è lamministrazione che deve correre dietro al privato, se no scatta il silenzio assenso, prima era il contrario. Io penso che intervenire su una città costruita non è cosa da affidare a procedure semplificate. Nel centro bisogna andarci cauti e devono essere difesi anche i diritti di quanti abitano negli edifici adiacenti».
MILANO - I buchi neri nel cuore della città "Demolire meglio che recuperare"
La legge Edifici di otto piani eliminati e rifatti con sagoma e facciata diverse ha permesso di abbattere molti edifici esistenti in Lombardia. Questo è possibile grazie al decreto Sviluppo di maggio, che ha riconosciuto la possibilità di ristrutturare edifici esistenti come interventi di demolizione. La ristrutturazione può comportare molti vantaggi, come la possibilità di cambiare la sagoma e la facciata dell'edificio, di distribuire i locali in modo più razionale e di rendere l'edificio più efficiente energetically. Inoltre, la ristrutturazione è meno costosa rispetto alla costruzione di un nuovo edificio.
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