La polemica Lettera allUnesco: "È minacciata da troppi progetti". Lorganismo internazionale: "Faremo indagini". Il sindaco: "Appello dannoso" Larea è a soli due metri sopra il livello dellacqua ma le autorità non intervengono Venezia chiama lUnesco. E lUnesco risponde. Ma stavolta dalla laguna non si chiede di ottenere la protezione di qualche monumento. Al contrario. Si chiede se non sia il caso di escludere la città di San Marco dalla World Heritage List, lelenco dei siti culturali di importanza mondiale. Il motivo? La lunga serie di manomissioni attuate o in programma nellarea lagunare. È Italia Nostra che si è rivolta allorganismo incaricato dallOnu per cultura, patrimonio storico-artistico e naturale. La lettera è firmata da Lidia Fersuoch, che guida la sezione veneziana dellassociazione, e dalla presidente nazionale Alessandra Mottola Molfino. «La laguna è in serio pericolo di veder distrutte le sue forme caratteristiche», si legge. La risposta dellUnesco è stata rapida: faremo indagini e decideremo. Ma intanto contro liniziativa di Italia Nostra si è scagliato il sindaco Giorgio Orsoni che se lè presa con chi «va in giro per il mondo a lanciare appelli inutili e dannosi». I pericoli che gravano su Venezia sono di due tipi, sostiene Lidia Fersuoch. In primo luogo un turismo massacrante, alimentato negli ultimi tempi da gigantesche navi da crociera che attraversano il bacino di San Marco e il Canale della Giudecca. In secondo luogo, una serie di progetti, avviati o in cantiere. Il Mose, per esempio, il sistema di paratie contro lacqua alta, le cui opere sono in costruzione (lisola artificiale alla bocca del Lido grande 13 ettari). Oppure «il centro portuale a Dogaletto-Giare, allinterno della laguna, circa tre milioni di container in una regione dove esistono già tre interporti, tutti sottoutilizzati», aggiunge Fersuoch. «Quella è una zona dal fondale bassissimo, in cui sopravvivono diverse barene, le terre sommerse dalle maree». Lidia Fersuoch cita anche le cementificazioni al Lido, nellarea dellex Ospedale a Mare, dove sorgerà un complesso residenziale, commerciale e alberghiero. Di fronte allinsediamento è previsto un porto turistico grande 50 ettari, quanto lisola della Giudecca. Larea è stata venduta dal Comune per realizzare il nuovo Palazzo del Cinema. Che però non si farà più. Venezia e la laguna hanno un destino inscindibile, sottolinea Alessandra Mottola Molfino: «Questo è un concetto molto chiaro allUnesco, che ha incluso la laguna nel patrimonio da proteggere tanto quanto le chiese e i palazzi della città».