Scade oggi il termine per la presentazione delle domande. Raffica di voci e smentite sulla proroga Condono edilizio alle ultime battute. Scade oggi il termine per la presentazione delle domande. E mentre si iniziano a tirare le somme sui dati di adesione la giornata di ieri è stata caratterizzata da una raffica di voci e smentite sulle proroghe e riaperture dei termini. E nella partita di ping pong, secondo quanto risulta a Italia Oggi, la riapertura eliminata dalla porta potrebbe rientrare dalla finestra. È solo all'inizio infatti l'attività di impugnazione da parte del governo delle leggi regionali in tema di condono edilizio davanti la Corte costituzionale e, nel caso in cui la Corte riconoscesse le incompatibilità delle diverse normative, il problema di una riapertura dei termini si riproporrà. Inoltre esiste anche la questione del coordinamento della sanatoria con la legge delega ambientale che, ancora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevede una nuova sanatoria delle aree protette. Proroga sì, proroga non se ne parla. Le ultime ore del conto alla rovescia per la sanatoria edilizia sono state caratterizzate dal incorrersi di voci di speranza sullo slittamento dei termini e di lecca smentita. Protagonisti le diverse anime della maggioranza e in particolare di Alleanza nazionale. Nella mattinata di ieri infatti l'annuncio di lavori in corso per la proroga dei termini del condono edilizio arrivava dal sottosegretario dei rapporti con il parlamento, Cosimo Ventucci, che al termine della riunione della conferenza dei capigruppo ha dichiarato: «i tecnici del ministero dell'economia stanno valutando la riapertura del condono edilizio». Cinque minuti dopo è arrivata la smentita da parte dello stesso ministero dell'economia:«Il ministero dell'economia non valuta né considera la riapertura del condono edilizio». «Affermazioni come quelle del sottosegretaio Ventucci», continua la nota, «hanno come unico effetto quello di deprimere gli introiti attesi». Posizione di chiusura ribadita poi durante il question time alla Camera prima dallo stesso Ministro dei rapporti con parlamento, Carlo Giovanardi ( «il governo non prorogherà i termini del condono edilizio anche se i tempi per aderire, dopo le sentenze che ne hanno ritardato l'applicazione, sono obiettivamente ristretti») e successivamente, sempre nello stesso question time dal ministro dell'economia e delle finanze, Domenico Siniscalco. Ma soprattutto all'interno di Alleanza nazionale la corrente a favore della proroga registra nuove adesioni. Dopo il presidente della commissione ambiente del senato, Giuseppe Specchia, (si veda ItaliaOggi del 81204) anche Curto, vicepresidente della commissione bilancio del senato ha evidenziato la necessità di una proroga, «è assolutamente doveroso giungere a una proroga dei termini per il condono edilizio. Non c'è nessuno scandalo» per il senatore di An, «a chiedere lo slittamento dei termini per la presentazione della domanda e il pagamento della prima rata. Troppe sono le questioni poco chiare che, di fatto e oggettivamente, impongono l'adozione di un simile provvedimento». Dello stesso avviso anche il collega di partito Maurizio Saia, relatore alla camera della legge di conversione del ddl milleproroghe: «L'opposizione alla proroga è solo una questione ideologica. La proroga è un fatto tecnico ». E la partita di ping pong giocata dal governo e dalla maggioranza sullo slittamento dei termini non è andata giù a Fausto Giovanelli, capogruppo Ds nella commissione Ambiente del Senato: «alla fine di questo vergognoso gioco delle parti tra membri del governo e della maggioranza, è chiaro che la proroga del condono ci sarà, proprio perché il condono edilizio è stato un clamoroso flop». Di flop parla anche Gavino Angius, capogruppo dei Ds al senato e che prevede un mancato incasso di un mld di euro. L'interpellanza La Russa. Nel caos di questi ultimi giorni è stata poi presentata alla camera un'interpellanza urgente a firma di Ignazio La Russa (e Gennaro Coronella, anche lui di An ) dove si prende in esame in particolare la situazione della regione Campania che ha legiferato abbondantemente fuori termine. «La legge regionale ha creato notevole confusione nei cittadini della regione Campania che allo stato non sanno come comportarsi», si legge nell'interpellanza, da cui la richiesta al presidente del consiglio «se non ritenga opportuno, alla luce della confusione generata dalla legge regionale di adottare normative volte a prorogare il termine del 101204 previsto dal di 16804». Una proroga che comunque non potrebbe essere fatta solo per la Campania va intesa in senso generale. I conti. Sulla ruota del condono edilizio sono attesi tre miliardi di euro. Dalla prima rata che chiude i battenti oggi il governo spera di incassare 950 milioni di euro mentre oltre 2,2 mld dalla seconda e terza rata rispettivamente entro il 31 maggio 2005 e il 30 settembre 2005. Il gettito del condono edilizio poi è sotto i riflettori sopratutto perché rappresenta metà della cifra che dovrà coprire il taglio delle tasse di 6,5 mld di euro introdotto nella Finanziaria 2005. Anche se secondo un'analisi della Cgia di Mestre gli incassi da condono edilizio storicamente non sono stati assistiti dalla stessa buona stella che ha garantito il successo delle sanatorie tributarie. Secondo la ricostruzione effettuata dall'Ufficio studi degli artigiani mestrini, nei due precedenti condoni edilizi, ( 19851 e (994) gli incassi sono stati molto inferiori alle attese. Nel 1985, di fronte ad un gettito atteso di 2,9 miliardi di euro, quest'ultimo ha coperto solo il 58 delle previsioni di incasso. Meglio è andata nel 1994 visto che con i 2,5 mld recuperati dall'erario si è coperto il 71 delle previsioni di incasso. Dalla parte degli scettici si iscrive anche il consiglio nazionale dei geometri. «A causa di molte leggi regionali, che hanno frapposto tra i clienti e la possibilità di aderire alla sanatoria molti paletti, molti professionisti hanno dovuto consigliare di non presentare la domanda per evitare di vedersela respinta successivamente» racconta a ItaliaOggi Enrico Rispoli del Consiglio nazionale dei geometri (Cng). I numeri delle città. Secondo alcune elaborazioni a Torino, si era arrivati ieri a 4.000 domande, mentre nella provincia ciascun comune registrava in media 90-100 pratiche. A Genova la quota delle istanze era a 3.000 mentre nei 67 comuni della provincia ne erano state presentate circa 4000. A La Spezia, 290 domande, a Savona, 280 e Imperia, 310. Ad Aosta 110 e 900 nella provincia. E ancora, a Grosseto 20 domande, a Pisa 150, a Siena 6, a Pescara circa 1.100, a Chieti, 300-350, a Taranto 2.050, a Foggia 1.950, a Lecce 2.200, a Lucera 200, a Brindisi 2.100 e a Isernia 1.200. In cima alla classifica resta comunque Roma con 42 mila domande, seguita da Milano, 7.000, Bari, 5.136, e Palermo con 4.600.