Papotti: ma sul progetto di via Riberi i residenti non hanno ragione E ha lanciato al contempo una «tutela indiretta», che comporta «vincoli di rispetto» per unarea che, nonostante laulicità del monumento che ne sta al centro, ne era priva. Per riassumere i fatti, il Comitato «Salviamo la Mole», formatosi per iniziativa dei residenti la scorsa primavera, sostiene che il nuovo edificio - che sorgerà in sostituzione del fabbricato venduto dalla Città con asta pubblica del dicembre 2008 a un privato e sarà destinato ad appartamenti, lasciando al piano terreno spazi per una galleria in cui esporre una collezione darte contemporanea - li danneggerebbe, ostruendo la vista della Mole. Lamministrazione comunale ha difeso negli scorsi mesi il proprio operato, pur nel rispetto delle obiezioni mosse dagli uffici di Palazzo Chiablese. Finora tutti daccordo dunque, e ora la svolta. Legata in gran parte alla richiesta di approfondimenti avanzata dagli uffici romani del Ministero dei beni culturali, interpellati da unex funzionaria residente nellarea. Una svolta che non è stata presa troppo bene a Palazzo civico, dove lassessore allurbanistica Ilda Curti, successa a Mario Viano, che si era occupato in precedenza della questione, replica: «La soprintendenza revoca un parere precedente positivo, esito di una collaborazione tra gli enti e di un progetto in cui il Comune aveva tenuto conto delle correzioni degli organi di tutela. Valuteremo ora se esiste la possibilità di ricorrere e anche la committenza valuterà il da farsi». Sconcerto è espresso anche dai progettisti dello Studio Negozio Blu: «Viene negato un iter condotto in massima trasparenza sia con il Comune che con la Soprintendenza: mi pare che si vada in questo modo nella direzione voluta dal Comitato dei residenti, in cui traspaiono interessi privati e una generica paura del 'nuovo - dice larchitetto Paola Gatti - Mi auguro che tale marcia indietro non delegittimi il ruolo istituzionale dei soggetti pubblici che hanno guidato il lavoro di questi ultimi due anni». «Abbiamo concluso un approfondimento sullisolato e chiediamo ora una tutela più efficace della Mole - spiega larchitetto Papotti - Questo avviene però mantenendo condivisione e apprezzamento per liniziativa del Comune, che ha inteso arricchire il tessuto intorno alledificio di Antonelli con uniniziativa privata di grande valore. Riteniamo però che la trasformazione debba avvenire con forme e modalità più compatibili con le preesistenze». Per concludere, una precisazione: «Siamo fiduciosi di trovare un accordo, sottolineando che non è certo nostra intenzione prestare il fianco alle rivendicazioni dei residenti, in perfetto stile 'nimby, ovvero 'fate quel che volete ma non nel mio giardino».